E’ una gara importante, quella del Palamaggiò. Da un lato Caserta in piena crisi di rendimento cerca risposte concrete per raddrizzare un campionato che nelle ultime giornate è diventato preoccupante, con 4 ko filati. Dall’altro c’è Brindisi che di certo pochi avrebbero pronosticato lassù in vetta al campionato e che ci è arrivata con merito sacrificio e dedizione, doti di cui di certo la truppa di Bucchi è piena. Un clima non certo caldo accoglie questa sfida, e non certo ci riferiamo a un meteo parecchio freddo e piovoso negli ultimi giorni. La Pasta Reggia dopo il ko con Avellino non può concedersi altri passi falsi, ma anche e soprattutto deve dare una certezza, quella di essere ancora una squadra capace di attaccare la difesa schierata e che non si limita solo allo spettacolo in transizione primaria. Di solito quando si ha nella propria faretra un play che sforna assist a ripetizione e che è leader nel settore si dovrebbe star calmi e tranquilli, invece Caserta scalpita per questi alti e bassi di Hannah che crea e distrugge con la medesima facilità. E Tommasini, che ha letteralmente fallito nella gara del Paladelmauro, non è un’alternativa. Se a questa carenza di regia ci aggiungiamo che la Juve tira molto da tre, trovando poco il fondo del secchiello, il quadro che si delinea prima del match contro l’Enel è più espressionista del previsto. Serve energia e atletismo e finalmente il recupero a pieno regime di Roberts, tornato a schiacciare in settimana, fa ben sperare. Non così però si può dire per il tipo di gioco che ci si aspetta dalla gara, con Brindisi squadra killer in difesa che cerca di sfruttare le palle recuperate per andare poi a costruire in attacco soluzioni interessanti. E Dyson, forse tra le principali sorprese del campionato, è un esterno pericoloso e puntuale. Occhio anche all’eclettico Campbell, che qualche anno fa in maglia Rieti già castigò la Juve, oppure ad Aminu, che sotto canestro può impensierire uno come Moore. Nel precampionato fu proprio la truppa di Bucchi a mettere in crisi la Juve quando al Palapenatassuglia palesò le difficoltà di giocare contro la difesa schierata ben prima di questo ottobre-novembre disastroso per i casertani. Deve essere la partita del riscatto, quella in cui vengano mostrate le vere doti di volontà e cuore da parte di un gruppo che nelle ultime settimane ha deluso. E non si può non partire da quell’ultimo minuto di Avellino quando capitan Mordente ha preso per mano i suoi e dall’intensità a rimbalzo che solo Michelori sa dare.
Si gioca al: Palamaggiò di Castel Morrone, domenica 24 novembre ore 18.15
Domenico Landolfo