REGGIO CALABRIA – Una settimana. Sette giorni. 168 ore prima della prima palla a due della stagione. È tanta l’attesa per l’inizio della nuova stagione di Legadue, quest’anno divisa in due gironi (Gold e Silver), che sembrano distanti anni luce ma che in realtà presentano fra loro molti punti in comune. Tanta è anche l’attesa per vedere all’opera, finalmente in una gara ufficiale, la Viola Reggio Calabria di “Ciccio” Ponticiello, rinnovatasi per 6/10 rispetto allo scorso campionato di Divisione Nazionale A e al ritorno nel secondo campionato nazionale dopo il 14° posto ottenuto nella stagione 2006-2007. Di lì a poco sarebbe finito tutto, il sogno per tantissimi appassionati si sarebbe spento, per poi rinascere e ritornare reale, a livello di categoria, ad ottobre del 2013.
La preseason non si può certo dire esaltante per gli uomini in arancione, impegnati a trovare un punto d’incontro fra la necessità di costruire una chimica di squadra e il dover fare i conti con gli infortuni che hanno caratterizzato questo mese e spiccioli di preparazione, il tutto unito a risultati poco incoraggianti nelle sfide a compagini sicuramente più attrezzate e qualche scottatura contro le parigrado.
Ma vi siete mai chiesti il perché si chiami preseason e non, direttamente, regular season? Basta un po’ di buon senso per arrivare alla definizione: “serie di allenamenti e incontri amichevoli disputati in preparazione a un campionato”. È proprio su questo che in casa Viola si sta puntando, il non abbattersi alle prime difficoltà e continuare a lavorare per raggiungere l’obbiettivo prefissato, ovvero la permanenza in Legadue Silver senza passare dai playout. L’obiettivo fondamentale di questo periodo è l’assimilazione degli schemi proposti dallo staff tecnico, anche se sarebbe opportuna una maggiore intensità in allenamento, cosa che non sempre si è vista. I risultati delle amichevoli non devono ingannare, anche perché pochissime volte si è potuto fare affidamento sul roster al completo proprio per i problemi di cui si parlava in precedenza, per cui i quaranta punti di scarto contro Barcellona o i quasi cinquanta con cui Capo d’Orlando ha affossato i neroarancio non devono essere presi per oro colato, ma piuttosto come un divario fisiologico fra una squadra che punta a salvarsi e due che invece puntano ad arrivare nell’olimpo del basket italiano, la serie A.
In molti hanno ancora ben chiare in mente le immagini di Alessandro Piazza distributore di assist a destra ed a manca o nelle vesti di ruba palloni a chicchessia. In molti hanno già nostalgia dei tempi andati, ponendosi con un certo scoraggiamento nei confronti della stagione che sta per iniziare. Quei tempi (solo un anno fa) appartengono però ormai al passato, è poco utile fare confronti fra due Viol(e) diametralmente opposte. Sono comparsi volti nuovi, a partire dai tanto attesi americani Keion Bell e Malcoln Kirkland, il primo impegnato a entrare appieno negli schemi di Ponticiello, il secondo a dimostrare allenamento dopo allenamento quanto sia stata azzeccata la scelta fatta in estate di puntare su di lui che già ha conosciuto il basket europeo in una precedente esperienza, passando poi per i vari Azzaro, Spera e Sorrentino.
Se però bisogna trovare necessariamente un appiglio al quale sorreggersi per rimanere ben saldi per terra senza il rischio di fare voli pindarici per la troppa esaltazione o rovinose cadute all’inferno per il troppo scoramento, questo assume sicuramente la fisionomia di coach Ponticiello. Il vero top-player (termine tanto in voga nel mondo calcistico) della Viola è proprio lui, il coach di Sant’Antimo che è chiamato a dimostrare ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, che formando un gruppo coeso ed unito si possono raggiungere grandi risultati. La sua grinta e la capacità di trasmettere alla squadra i valori che ogni sodalizio dovrebbe avere saranno i punti di forza della Viola 2013-2014.
Gli ingredienti per fare bene ci sono, di certo si prospetta una stagione in cui ci sarà da soffrire e in questo senso appare fondamentale fare del Botteghelle (che potrebbe trasformarsi in PalaCalafiore da gennaio, chissà…) la propria fortezza e tentare di racimolarvi più punti possibile. Senza dimenticare l’abilità delle squadre di Ponticiello nelle “zingarate” lontano dalle mura amiche.
Si parte domenica 6 ottobre contro il Basket Nord Barese a Ruvo di Puglia alle 18, match sicuramente non impossibile per i neroarancio. La prima di trenta finali che vedranno la Viola impegnata a portare alto il nome della Calabria e della città in giro per l’Italia e, perché no, si spera anche in classifica. Avversari permettendo.

La Viola Reggio Calabria 2013-2014. Da sinistra a destra (in alto): Caprari, Fabi, Azzaro, Naso, Kirkland, Spera, Ammannato, Ponticiello (coach); da sinistra a destra (in basso): Bell, Viglianisi, Sabbatino, Sorrentino, Lupusor. (Foto: Mario Merolillo)
Paolo Malara