
Palla a due Roma-Siena dello scorso 11 novembre 2012
Roma, 10 giugno 2013 – Ci siamo, martedì 11 giugno per la terza volta nella sua storia ultra-cinquantennale, la Virtus Roma scenderà in campo contro la rivale dichiarata degli ultimi anni (Caserta a parte), quella Siena dei record che approda a sua volta alle Finali per la settima volta consecutiva.
Sarà la stessa Finale del 2008, l’ultima per Roma cronologicamente parlando ed è una Finale arrivata inaspettatamente ma con pieno merito. Partita a fari spenti nella notte, evitando il fallimento paventato da Claudio Toti a maggio 2012 dopo la seconda amara stagione (la prima dopo il ridensionamento di budget e struttura), questa squadra ha progressivamente trovato equilibri e geometrie dopo un pre-campionato addirittura imbarazzante nel numero delle sconfitte accumulate, sconfitte però terminate alla fine dello stesso periodo con l’arrivo dalle fatiche delle qualificazioni europee dei vari Gigi Datome e Petar Lorant dalle rispettive nazionali, con la vittoria del torneo di Caserta. Da lì è cambiata radicalmente la musica ed oggi questa Virtus umile ma determinata, quasi mai in grado di uccidere gli avversari ma in grado di lottare sino alla fine contro chiunque in Italia, si gioca lo scudetto.
Sembra una favola, come quelle che si leggono per far addormentare i bambini ma è la realtà. Un roster costruito con un budget ridotto al 50% rispetto al 2012 e messo su grazie alla sagacia di Nicola Alberani, proveniente da Forlì, in coadiuvo diretto con il confermato Marco Calvani in panca a dirigerlo ed infine, dal lato comunicazione e risoluzione dei problemi potenzialmente scaturibili in seno ad esso Francesco Carotti nel ruolo di Team Manager.
Una squadra maledettamente tosta, molto atletica ma non troppo fisica che ora dovrà provare a compiere l’ultimo passo, quello che la consegnerebbe alla storia. Le doti umane ci sono, non si possono dimenticare così facilmente sconfitte letali psicologicamente che altre squadre proprio non sono riuscite a digerire (vedasi la Cantù di Gara 7 dopo aver perso contro i romani Gara 6), un gruppo unito che si è cementificato gara dopo gara nel quale i leader carismatici, Gigi Datome, Phil Goss e Bobby Jones hanno gestito giovani leoni come Jordan Taylor, Gani Lawal e Olek Czyz e solidificato i legamo con Lorenzo D’Ercole, Petar Lorant e l’ultimo arrivato Brian Bailey e senza dimenticare Adeola Dagunduro, mai ripresosi completamente dall’infortunio già sofferto durante le Olimpiadi di Londra. Una squadra regolare nel suo cammino in campionato, che ha impressionato i critici per la sua bravura nel saper gestire l’energia con la quale ha spesso vinto le sue battaglie su i due lati del campo.
Ed è innegabile però che il condottiero, il coach Marco Calvani, abbia una grandissima parte di merito in questa impresa e sarà proprio lui, assieme al suo staff, a studiare su come arginare questa Montepaschi che è tornata a far paura, da favorita in questa serie.
Già perchè non inganni il fattore campo in mano ai capitolini, squadra come dicevo a sua volta atipica, capace di poter vincere indifferentemente ovunque con frequenza e spesso in condizioni di netto sfavore psicologico, questa Montepaschi post era Pianigiani by Luca Banchi e Marco Crespi è pur sempre l’unico team italiano che ha ben figurato in Europa in questa stagione d’Eurolega, con un roster di almeno 13 elementi, in grado ad esempio di tenere testa ai Campioni d’Europa dell’Olympiacos battendolo a domicilio e venendo a sua volta sconfitta in casa per un solo punticino. L’ACEA ha invece un roster effettivo di 9 giocatori senza voler mancar di rispetto alla storia vivente del club, al secolo Alessandro Tonolli ed a quel ragazzo molto interessante che risponde al nome di Matteo Tambone, perchè Calvani li ha sì utilizzati ad esempio in Gara 2 contro Reggio Emilia dando entrambi un enorme contributo alla causa ma non proprio paragonabili al resto della folta e qualitativa panchina che hanno i toscani.
Ad una prima analisi è evidente che Roma dovrà tenere sotto controllo due fattori di base: il tiro da tre dei senesi e la difesa che in certe fasi delle serie contro Milano e Varese è apparsa invalicabile, un sistema ben oliato per sopperire all’assenza di un centro realmente dominante. Siena nel suo complesso non è però monocorde: Luca Banchi non poggia solo i successi della squadra sul tiro dalla lunga quanto anche sull’ottimo uno contro uno dei vari Bobby Brown e Daniel Hackett. Specialmente l’ex-Treviso e Pesaro è diventato quasi inmarcabile in queste serie ma non si può disconoscere la crescita costante di David Moss, desideroso di uscire da quella sorta di limbo nel quale era finito qualche mese fa. Ma tutto il roster senese è cresciuto una volta messe a posto le noie fisiche che han colpito a turno quasi tutti, in particolar modo Tomas Ress che sembra affrancatosi dal dolore al polpaccio che lo ha condizionato da dopo la Coppa Italia in avanti. Ma Siena è anche Kristjan Kangur, Ben Ortner e Ben Eze con il centro austriaco addirittura in grado di scalzare nelle rotazioni il pluriscudettato nigeriano ma di passaporto italiano ai tempi di Pianigiani. Completano il quadro quei profili silenti ma efficaci quando vengono chiamati in causa da Banchi: Viktor Sanikidze, Capitan Marco Carraretto, Matt Janning, Aleksandar Rasic e Dionte Christmas con quest’ultimo nelle ultime sfide contro Varese non schierato, tutti giocatori che hanno avuto alti e bassi ma che sarebbero in un quintetto di partenza di qualsiasi squadra italiana. Forse al momento hanno un pò deluso Air Georgia e l’ex-guardia del Partizan Rasic nel rendimento globale della stagione ma stiamo sempre parlando di giocatori che potrebbero alla fine risultare decisivi in queste ultime, infuocate gare scudetto e sono tra l’altro una sorta di assicurazione che ha Banchi di portare a casa il traguardo.
Cosa dovrà fare Roma è certamente evitare di pensare al 70-94 dello scorso 10 marzo, gara condotta magistralmente dall’Urbe ma condizionata dalle condizioni precarie di molti senesi in vista del match di Eurolega decisivo contro i futuri Campioni d’Europa dell’Olympiacos, identico scenario del match dell’andata ma a ruoli invertiti al Pala Tiziano nel quale la Montepaschi passò con apparente scioltezza sul 70-81 e senza che l’ACEA lamentasse infortuni vari, con Brown, Moss e Ress a dare spettacolo.
Equilibrio dunque con la speranza che sia un grande, grande spettacolo per il basket.
Calendario ufficiale delle sfide:
Roma – Siena (11/06 20:15)
Roma – Siena (13/06 20:15)
Siena – Roma (15/06 20:15)
Siena – Roma (17/06 20:45)
Roma – Siena (19/06 20:30)
Siena – Roma (21/06 20:30)
Roma – Siena (23/06 20:30)
Fabrizio Noto/FRED