Chiude la serie la Novipiù Casale Monferrato, che va sul 3-1 espugnando il PalaOlimpia per 67-76 qualificandosi per le semifinali. Di fronte ad un pubblico delle grandi occasioni la Tezenis gioca una partita di cuore e di voglia ma deve arrendersi al talento superiore degli avversari e alla poca freschezza di alcuni propri elementi nel momento decisivo della stagione. Con gli americani in serata no non basta un grande Boscagin, perché di là Green e Ware vanno entrambi sopra quota 20. Nel finale ci si mette anche la sorte, un paio di rimpalli sfortunati finiscono in mano agli ospiti come quello per la tripla che sarà decisiva di Malaventura. Finisce comunque tra gli applausi del pubblico, sia per i padroni di casa che per la Novipiù.
L’inizio è opposto rispetto a quello di gara3, con difese sugli scudi e attacchi che faticano a trovare varchi. Il primo canestro della partita lo fa Da Ros in entrata quando sono passati già due minuti, si accende subito Ware ma Boscagin è in serata e da tre punti prova un primo allungo a 11-4. La reazione di Casale è immediata, arriva subito il pareggio ma l’allungo non c’è perché Butkevicius dà filo da torcere a rimbalzo ma sbaglia una serie incredibile di comode conclusioni. Westbrook è deleterio nel tentativo di mettersi in ritmo, McConnell marcatissimo trova l’assist per Lawal per il 15-14 di fine primo quarto.
Lawal molto cercato dai compagni fa 19-14 ma commette subito il secondo fallo sul solito Green, pareggia subito Ferrero mentre ad accendere definitivamente partita e pubblico pensa un pesante screzio tra Lauwers e Martinoni. Stranieri imprecisi e carichi di falli così sono gli italiani ad essere protagonisti, con Lamma bravo a limitare Ware per quanto sia possibile contro un talento simile. Chessa è bollente da fuori e gli replica tripla su tripla per il 30-24 dopo sei minuti, ma ha poca durata anche questo vantaggio con Ware e Martinoni che riportano subito in parità gli ospiti. C’è tempo per qualche curiosa decisione arbitrale ad accendere ancora più gli animi, si va al riposo sul 31-30.
Si sblocca McConnell nella ripresa per il 39-35 ma è un fuoco di paglia, Butkevicius schiaccia il sorpasso dopo i disastri del primo tempo mentre Verona trova qualcosa solo da Lawal. Westbrook continua i suoi difficili playoff prima di sbloccarsi con un’incredibile schiacciata, che paradossalmente deconcentra i gialloblù che subiscono due facili entrate di Ware e Green e si trovano sotto 45-48 a quattro dalla fine. La Tezenis non trova sbocchi, insiste troppo in post senza molti risultati, Casale scappa con Ferrero che schiaccia il 45-50 in contropiede e poi con Malaventura che si sblocca per il 47-53.
Ci provano i gialloblù, stringono le maglie in difesa pur faticando in attacco, Boscagin prende in mano la squadra e con due entrate fa 52-53 ma spegne subito gli entusiasmi Martinoni da fuori. Ramagli sceglie Lamma che gioca cinque minuti di alto livello sia in difesa che in attacco, una sua tripla tiene a galla la Tezenis ma è sempre Martinoni a rispondere. Lawal sbaglia tre pesanti tiri liberi consecutivi, a tre minuti e mezzo dalla fine Green fa 59-65 in contropiede dopo l’ennesimo errore di Westbrook e Casale sembra avere le mani sul passaggio del turno. Sono però sempre gli italiani a tenere a galla la Tezenis, Chessa e Boscagin a segno per il 64-65 ma arriva come una coltellata la tripla di Malaventura dopo che Butkevicius strappa il rimbalzo d’attacco decisivo. La sorte volta le spalle agli scaligeri, Green fa 66-70 grazie ad un rimpallo favorevole, sbaglia Chessa la chiude Malaventura da fuori per il 66-73 quando mancano 50 secondi. Finisce 67-76, Casale passa il turno, per Verona appuntamento alla prossima stagione.
TEZENIS VERONA – NOVIPIU’ CASALE MONFERRATO 67-76 (15-14;19-17;13-22;20-23)
SALA STAMPA
Griccioli
Grande soddisfazione, abbiamo fatto una partita durissima su un campo difficile, davanti ad un pubblico spettacoloso. Una partita vera, in cui devi stare sempre attento, non disunirti mai anche quando gli altri mettono molta pressione difensiva, noi oggi l’abbiamo fatto. Se vogliamo essere una squadra scomoda ed andare avanti queste prove le dobbiamo ripetere, è così che si vince in trasferta ed è così che si vincono i playoff.
Non c’è molto spazio per la tecnica sopraffina, c’è bisogno di giocate di voglia, energia, grinta e senso di squadra ed è quello che abbiamo fatto noi oggi anche nei momenti più difficili. Verona non ha mai mollato un millimetro, doppia soddisfazione per noi di battere una squadra forte sul proprio campo che è stato violato pochissimo in questa stagione.
Abbiamo anche recuperato situazioni di emergenza fisica importante, Butkevicius era chiaramente non al top ma lo staff medico ha fatto un gran lavoro: un giorno e mezzo fa quasi non alzava il braccio, oggi ha strappato il rimbalzo decisivo. Merito a lui, a Martinoni che c’è sempre anche quando zoppica, a tutta la squadra che non si è mai scomposta ed è un gruppo vero. Tra ieri e oggi e le due di Casale abbiamo messo un bel mattone per essere più solidi.
Chiave il tiro da tre? No, penso sia stato più il controllo dell’area, i rimbalzi, oggi ad esempio siamo stati bravi in quelli offensivi. Poi nei playoff le partite le fanno i giocatori, sono loro che fanno le giocate decisive come oggi Matteo che non ha perso fiducia al tiro dopo un inizio difficile. Abbiamo comunque anche preso dei buoni tiri, è quella che fa la differenza, poi possono entrare o uscire.
Ramagli
Partita da playoff classica, condizionata dalla stanchezza generalizzata. Non si è corso, non si è saltato molto e in questi casi noi di solito si esce con le ossa rotte. Loro sono stati molto cinici a trovare dei canestri di grande fattura nel momento in cui siamo tornati sotto, anche da situazioni un po’ casuali. Quei segnali che dicono che la partita la dovevano vincere loro. Merito a loro, ci sarebbe piaciuto tornare a Casale, nella serie ha vinto chi ha meritato. Se tutti questi palloni che gli americani chiamano fifty-balls finiscono nella stessa mano spesso c’è un merito, stavolta è stata anche fortuna ma non è un caso che l’abbia decisa Matteo che ha già giocato queste partite.
Non è ancora il momento dei bilanci, è una stagione che ci ha detto molto e ci ha dato tanto, tanti meriti a chi è riuscito ad uscire da una situazione difficile e a rincorrere una situazione che stava scappando di mano. Bisogna analizzare tutto questo prima di tirare una riga e dare un giudizio che potrebbe essere troppo affrettato. Questa squadra era nata per durare nel tempo, purtroppo il drastico cambio delle regole sull’eleggibilità dei giocatori ti costringe a cambiare tutto e questo è un grande rammarico. Doveva essere un anno zero, magari lo sarà meno ma prendiamo esempio da chi ci ha battuto stasera che ha impiegato cinque anni per salire e poi ha reagito al meglio alla retrocessione.
Altro sasso nello stagno che vorrei gettare, stasera abbiamo visto una partita spettacolare con circa 3500 spettatori, quando fai scelte regolamentari che vanno ad abbassare il tasso tecnico in campo rischi che questi magari se ne vadano. Certo questo campionato non è mai stato di livello altissimo, però ha sempre permesso scoperte interessanti ed espresso qualche valore importante. Impoverirlo in modo drastico non mi sembra l’idea del secolo.
MVP: giocano bene tutti e due gli americani di Casale, fa meglio però Green che è più preciso al tiro e bravo a servire i compagni o a procurarsi tiri liberi quando la difesa veronese lascia meno spazio. Una costante spina nel fianco per tutti e 34 i minuti in cui sta in campo, il tabellino dice 23 punti e 7 rimbalzi con 7/11 dal campo e 8/9 ai liberi.
WVP: arriva con il fiato corto nel momento decisivo della stagione Westbrook, che probabilmente paga dazio alla preparazione incompleta per infortunio proprio nella prima annata da professionista. Non riesce mai ad entrare in partita contro un cliente difficile come Green, la poderosa schiacciata a metà terzo quarto rimane isolata ed alla fine sono 4 punti con 2/9 dal campo. Comunque per lui una stagione complessivamente positiva.
Lorenzo Peretti