MILANO – Siena raggiunge in finale Varese al termine di un match che finisce tra le polemiche per un arbitraggio quantomeno discutibile. Sassari si gioca le sue carte sino in fondo e sul +13 sembra avere le mani sulla partita. Un fallo tecnico a Meo Sacchetti e alcune giocate di pura classe di Janning e Hackett hanno cambiato l’inerzia del match. La Dinamo nei momenti cruciali paga l’odierna scarsa confidenza con il canestro di Travis Diener. Siena ha ancora il killer instinct, e come nella partita contro Reggio Emilia non sbaglia i canestri decisivi.
La partita
La Dinamo presenta Ignerski in quintetto. Siena cerca di sorprendere i sassaresi con una partenza lanciata in cui spiccano gli 8 punti di Eze. Sassari gioca di cuore, classe e intelligenza affidandosi al trio delle meraviglie. I due Diener supportati dal grande ex Bootsy Thornton, iniziano a deliziare il pubblico del Forum e per Siena iniziano i problemi. Primo quarto con i biancoverdi avanti sul 18-16.
Subito parità sul 18-18 ad inizio quarto. La Dinamo trova il vantaggio con una strepitosa giocata di Jack Devecchi e una tripla di Travis Diener. Coach Banchi chiede uno sforzo all’acciaccato Ress, che lo ripaga, e con tre bombe riporta Siena avanti. Thornton non ci sta sigla una tripla da favola e supportato dai liberi di Drake Diener ed Easley, riporta Sassari in perfetta parità sulla sirena del secondo quarto che si chiude sul 38-38.
Al rientro dall’intervallo lungo Sassari produce il suo massimo sforzo. Drake Diener e ancora un immenso Bootsy Thornton portano gli isolani al massimo vantaggio sul +13. Eze condiziona una decisione degli arbitri chiedendo un istant replay, Sassari mugugna e poco dopo arriva un pesantissimo tecnico a Meo Sacchetti che ha la malaugurata idea di contraddire un presuntuoso Lamonica. L’inerzia del match cambia improvvisamente con Siena che si porta in chiusura di quarto sul -3 (56-53).
Sassari nervosissima al rientro in campo e il Montepaschi cerca il break decisivo. Non lo trova subito perché Bootsy Thornton, ancora lui, trova tre triple consecutive. Ma l’argine alzato dai sassaresi crolla subito dopo, perché Siena piazza un devastante parziale di 14-2 che chiude definitivamente la contesa. Alla sirena finale il tabellone dice 85-78 per i Campioni d’Italia. I sassaresi escono dal campo con Meo Sacchetti che si rivolge a muso duro a Lamonica, reo di aver influenzato pesantemente l’esito della partita.
Sala Stampa
Sacchetti
Siamo arrabbiati, ci sono episodi che valgono in certe situazioni e in altre non valgono. Però volevo solo che venissimo trattati alla stessa maniera e stavo chiedendo lo stesso trattamento su un’azione contesa su un istant replay. Poco prima Eze aveva condizionato gli arbitri chiedendo l’istant replay volevo che la stessa cosa fosse concessa a me. Ci hanno dato il tecnico nel momento in cui avevamo ancora l’inerzia a favore. Con questo non voglio togliere i meriti a Siena, ma dalla prossima volta faccio come gli altri allenatori. Sono molto amareggiato e arrabbiato e lo sapete, di solito non sono così. Eravamo un po’ stanchi e lo sapevamo, così come sapevamo che arrivare punto a punto con Siena sarebbe stato pericoloso. Parto sempre dal presupposto che gli arbitri possano sbagliare, ma oggi certe situazioni sembrano tirate per i capelli. Qui mi fermo e non parlerò più dell’arbitraggio. Sono stati due giorni ottimi, oggi nell’ultimo quarto eravamo sulle gambe e abbiamo pagato l’assenza di Vanuzzo e le pessime condizioni di Ignerski. Per diventare definitivamente grandi bisogna vincere queste partite e a noi manca ancora questo passo. Adesso pensiamo al campionato e ad arrivare ai playoff nella migliore delle condizioni possibili.
Banchi
Partita in perfetto stile Coppa Italia, in cui le partite non sono mai chiuse e vivono di momenti. Le due squadre si sono alternate in momenti di difficoltà, replicati da momenti di buon basket. Abbiamo avuto la colpa di aver acceso il ritmo dei nostri avversari con un attacco titubante e isterico di fronte a un metro arbitrale che abbiamo faticato a interpretare. Negli ultimi 15 minuti abbiamo giocato con più lucidità, specie in difesa; loro sono andati avanti con un Thornton insuperabile, però non siamo mai scesi di intensità e combattività e nel finale è cresciuto anche il nostro attacco, anche in termini di cinismo, e questo è un aspetto importante. La squadra ha già dimostrato di avere il carattere per andare al di là di partite iniziate col piede sbagliato; non sempre riusciamo a essere continui, ma la squadra dimostra di avere un’identità non solo tecnica, ma anche caratteriale. Anche oggi nel terzo quarto, nel momento di maggiore difficoltà, abbiamo avuto la forza di tenere accesa la partita e pensare che la potevamo vincere. Brown è rimasto fuori tutti gli ultimi 13 minuti perché ho avuto l’impressione che stesse faticando a guidare la squadra contro il loro impatto fisico; non riusciva a trovare traiettorie sulle penetrazioni ed era frustrato per dei mancati fischi che invece lui pensava fossero legittimi, per cui, anche vedendo il rendimento dei compagni con lui in campo, ho preferito tenerlo seduto fino alla fine. Ora tocca a Varese, che abbiamo battuto poco tempo fa; ma allo stesso modo con Sassari avevamo perso di 30, per cui lascerei perdere i pronostici. Varese ha il merito di essere in finale e di essere prima in classifica e avrà il vantaggio di aver avuto un giorno di riposo; serve un’impresa per ritrovare le energie per poter giocare 40 minuti con l’intensità che serve per tenere testa a una squadra come Varese.
Dinamo Banco di Sardegna Sassari – MontePaschi Siena
Parziali: 16-18; 22-20; 18-14; 22-33.
Progressione: 16-18; 38-38; 56-52; 78-85.
Mvp: Bootsy Thornton per Sassari e Daniel Hackett per Siena. Il primo tiene sempre accese le speranze dei sardi durante tutto il match, il secondo le spegne con un ultimo quarto da favola.
Wvp: Victor Sanikidze. Non incide come coach Banchi vorrebbe e non approfitta delle disastrose condizioni fisiche di Ignerski.
Marco Portas