Lo sport è solo attualità.
Frase che sta ad indicare che quanto è successo nel passato (al limite anche IERI) nello sport perde subito di importanza. In pratica è un modo elegante per giustificare il fatto che appena hai scritto di un argomento, cercando di estrapolare un trend, fare delle previsioni, far notare qualcosa di bello o di brutto, normalmente il giorno dopo succede l’esatto contrario.
Altre cause per spiegare questo imbarazzante fenomeno potrebbero essere la totale incompetenza di chi scrive sullo specifico argomento, oppure semplicemente il fatto che chi scrive.. porti sfiga.
Lascio a voi l’ardua sentanza di stabilire quale sia il mio caso, e mi limito a sottolineare alcune perle che in solo un mese e mezzo questa gloriosa rubrica si fregia di aver prodotto…
La classe operaia va in paradiso: i Charlotte Bobcats
Solo 2 settimane fa tessevo qui le lodi dei nuovi Cats, capaci di ottenere in sole 12 partite lo stesso numero di vittorie (7) di tutta la passata (e non necessariamente indimenticabile) stagione. “Magari non vinceranno sempre, ma oggi tutti sanno a Charlotte non si va più a fare una scampagnata, ma per vincere sarà necessario faticare”. Sì, ecco, non vinceranno proprio sempre: da quando ho parlato, 7 sconfitte consecutive, compreso un meno 30 contro gli Spurs, che la loro gitarella con le Linci forse se la sono fatta.
A proposito, sopra parlavo di Cats non solo per la mia proverbiale pigrizia di scrivere il nome per esteso: per chi non lo sapesse, nell’estate si è consumato il fattaccio in North Carolina: il padre padrone della franchigia, Robert “Bob” Johnson si è dato, con dispiacere modesto della franchigia. Questo ha reso un po’ ingombrante il nomignolo Bobcats, che se è vero che letteralmente in inglese significa “Linci”, dall’altro ha un’assonanza leggermente eccessiva e non del tutto casuale con il nome del vecchio owner. Diciamocelo: una Berlusconata! Se la cosa era stata tollerata a fatica quando il simpatico Bob era nella stanza dei bottoni, oggi suona realmente fastidioso, e così sulle maglie Charlotte sfoggia elegantemente solo “Cats”, e pare siano in corso trattative per ricomprarsi il nome storico Hornets dalla franchigia di New Orleans (che all’origine giocava proprio a Charlotte).
Marco, ma dove sei finito?
E proseguiamo con Belinelli, di cui solo settimana scorsa spiegavo come Chicago fosse la scelta sbagliata, forse un futuro come specialista dalla panca, ma in ogni caso la stagione in corso era persa…
Sì, bene. La tastiera era ancora calda quando, complice anche l’infortunio a Hamilton, il Beli viene promosso in quintetto, e in 4 partite ha giocato più di 35 minuti di media, con quasi 20 punti e il 50% dal campo, i Bulls hanno vinto tutte e 4 le partite disputate. Ah, ovviamente gioca molto bene anche in difesa…
La vera sfida per lui è riuscire non solo a confermarsi su cifre analoghe per le prossime partite, ma anche ottenere un suo spazio (possibilmente da protagonista) quando a breve tornerà D Rose e si procederà con la Restaurazione.
E vai col ranking!
Va beh, poteva anche andare peggio, le considerazioni fatte sulla maggior parte delle squadre sembrano a tutt’oggi avere un senso.
C’è però qualche PICCOLA eccezione.
Detto dei Cats (che però sembrano alla fine essersi messi d’impegno per non farmi fare brutta figura), ecco le altre perle:
Boston alla 3 e LA Lakers alla 4: le uniche vere alternative alle finaliste annunciate, Miami e OKC.
Ora, Boston è penosa, tutti pensavamo che non avrebbero dato proprio tutto-tutto a novembre e dicembre, ma fare così schifo appare eccessivo (e parlo più del modo di giocare e dell’atteggiamento, che del record). Sull’argomento comunque avremo occasione di tornare.
Il capitolo Lakers invece è meno spiegabile: una cosa è dire che l’ammucchiata di ego e talento fosse destinata a non bastare per vincere l’anello; un’altra è parlare di un record al 40%, 12esimo posto ad ovest e allenatore licenziato dopo 5 partite…
Toronto alla 22: la squadra è buona, non da playoffs, ma con Bargnani sano e un Lowry nel motore potrà togliersi qualche soddisfazione; con un record di 4-19, temo che le soddisfazioni dovranno togliersele in altri contesti, perchè sui 28 metri sembra solo pianto e stridore di denti.
Calmorosa anche Cleveland alla 19: questa forse è quella in cui l’ho fatta più fuori dal vaso. Come attenuante posso giocarmi l’assenza di Kyrie Erving (che è un po’ come dire l’assenza del tacchino nel giorno del ringraziamento: puoi anche provare a girarci intorno, ma alla fine probabilmente qualcuno se ne accorge), ma dopo una ventina di partite questa valutazione appare chiaramente fuori luogo. Non ostante le prestazioni monstre di Varejao, sembra proprio che ci sia troppo poco talento per poter ottenere qualche risultato decoroso.
E chiudiamo questa piccola mostra degli orrori con gli Hawks: rankati al 23esimo posto, sono oggi la terza forza ad est, con uno scintillante 70% di record. Teague fenomenale (passa perfino la palla), Horford completamente recuperato, e Josh Smith che tira in maniera accettabile da 3(!?). Questa onestamente l’avevano toppata in tanti, e l’impressione e che a essere fuori luogo sia più la loro prestazione che le previsioni. Ad oggi sembrano inarrestabili, collezionando anche scalpi di un certo profilo, come Memphis, OKC, LAC, Denver, Indiana (oddio, battere i Pacers quest’anno non è esattamente un’impresa, ma visto che io li avevo dati alla 8, facciamo ancora finta che siano forti…).
Memphis for Championship!
Qui a dire il vero siamo in un campo più sperimentale, quello della telepatia. In effetti non ho ancora scritto un pezzo con questo argomento, però confesso di aver accarezzato l’idea nelle scorse settimane. Beh, è bastato questo per trasformare il record praticamente perfetto degli Orsi in un buono ma non indimenticabile 6-4 nelle ultime 10 (0-2 le ultime disputate). Io sinceramente li vedo come reale contender, ma lo dico piano, perchè non vorrei stroncarli proprio nella stagione in cui tutti i pianeti (e gli infortuni) sembrano finalmente allineati per dare loro una chance!
Insomma, non sempre ci si può prendere (anche se farlo ogni tanto aiuterebbe…), comunque se volete sapere cosa NON succederà nell’NBA, l’appuntamento è ancora qui, venerdì prossimo, per No More True Point GuardS.
Vae Victis