VERONA – Vittoria con il minimo sforzo per Verona, che si complica un po’ la vita da sola ma supera agevolmente la FMC Ferentino per 79-60. La Tezenis pur se rimaneggiata conduce dall’inizio alla fine, pur senza mai affondare il colpo decisivo se non nel finale, prendendo un margine di sicurezza fin dal primo quarto senza mai lasciarlo del tutto. Sono proprio gli elementi più discussi a trascinare i gialloblù, con Westbrook che attacca senza sosta la friabile difesa avversaria e Da Ros e Ghersetti a dominare sotto i tabelloni in una serata in cui Lawal non è esplosivo come suo solito. Ferentino resta aggrappata alla partita finché può, più per demeriti scaligeri che per propri meriti, ha un grande Ekperigin da 16+17 ma poco altro se non qualche canestro di Gurini e tira troppo e male da tre (6/29).
Verona senza Boscagin e Chessa infortunati e quindi con il rientrante Ganeto subito lanciato in quintetto assieme ai soliti McConnel, Westbrook, Ghersetti e Lawal, Ferentino con Gurini Guarino Carrizo James Ekperigin ed il già tagliato El Amin in panchina e fuori dalle rotazioni di coach Gramenzi.
Una tripla di Guarino vale il 2-3 e sarà l’unico vantaggio ospite, perché ben presto iniziano le folate offensive di Westbrook che in coppia con McConnell porta subito il punteggio sull’8-3. Ferentino lascia ampi spazi in entrata agli scaligeri, più interessati però a fare esperimenti con Da Ros ala piccola e Ganeto in cerca del ritmo partita. Per il primo allungo convincente servono così Lawal e Bozzetto a rimbalzo d’attacco rispettivamente per il 16-9 ed il 20-11, rintuzza James che buca finalmente la zona e segna cinque punti di fila che mandano in archivio il primo quarto sul 20-16.
Non cambia la falsariga nel secondo periodo, con Verona che conduce abbastanza saldamente e Ferentino che prova a rimanere aggrappata alla partita. Lawal incappa subito in un terzo fallo decisamente discutibile, con Ghersetti e Da Ros la Tezenis ha più forza offensiva ma concede troppo sotto i tabelloni ad Ekperigin. Gurini in contropiede fa 33-28 poco dopo metà periodo, a questo punto sale in cattedra McConnell che con tripla allo scadere dei 24 secondi e assist per Da Ros in contropiede propizia un 8-0 che porta il punteggio sul 41-28. Il primo tempo si conclude di lì a poco sul 44-31 e l’impressione di una Tezenis saldamente in controllo sia della partita che delle proprie energie.
La pratica però non è chiusa, Gurini e compagni non ci stanno e nel giro di due minuti la guardia pesarese crea praticamente da solo un parziale di 2-12 che riapre completamente la contesa sul 46-43. I fantasmi di Brescia vengono però subito scacciati da un Westbrook finalmente leader, Ferentino è tornata con la testa alla partita ma non sfrutta appieno qualche seconda possibilità su palloni vaganti e rimbalzi d’attacco. Gli arbitri si adeguano al brutto livello di gioco, prima fanno imbestialire il pubblico annullando un alleyoop per fallo veniale di Ghersetti, poi cambiano improvvisamente metro iniziando con le compensazioni a favore scaligero. Un canestro e fallo fortunoso di Da Ros vale il 56-47, Ekperigin prova a tenere ma è troppo solo e Verona sulle spalle di Ghersetti arriva all’ultimo riposo sul 62-53.
Una tripla di Guarino è l’ultima speranza ospite, Westbrook decide che può bastare e con due canestri fotocopia apre un 11-0 in cui c’è gloria anche per Ganeto oltre che per uno straripante Da Ros. Così possono passare indolori anche i quarti falli di Ghersetti e Lawal perché Ferentino non ha armi contro la zona scaligera, il 73-56 di McConnell a metà periodo è la parola fine ad una sfida che si trascina fino al 79-60 conclusivo.
Tezenis Verona – FMC Ferentino 79-60 (20-16;24-15;18-22;17-7)
Sala Stampa
Ramagli
Una bella risposta non tanto alla partita di Trento, che aveva delle motivazioni tecniche che abbiamo analizzato, quanto ad una vera e propria settimana da incubo. Ci siamo allenati in quattro per tre giorni, fino a ieri avevo visto praticamente solo i due lunghi, tanto che abbiamo dovuto chiedere uno sforzo extra a McConnell e Ganeto infortunati e a Da Ros di giocare in tutti i ruoli, dal 3 al 5 al terzino al centravanti. In questo momento loro mi hanno dimostrato che nel momento della difficoltà anziché un passo indietro ne fanno dieci avanti, giocano una prova magari arruffona ma con grande generosità. Prendiamoci il buono sia dal punto di vista caratteriale che dal punto di vista tecnico, rituffiamoci nella trincea sapendo che la situazione sarà la stessa e ora c’è un giorno di riposo in meno. L’allenatore avversario ha cercato di mescolare le carte, i miei giocatori come gli avevo chiesto hanno saputo essere molto flessibili, grande merito loro di interpretare tutte le situazioni in campo nonostante avessimo preparato quasi nulla.
Prendiamoci i punti e speriamo di riuscire a fare un allenamento insieme, almeno due settimane. Non abbiamo voluto dire le nostre condizioni perché per loro era meglio se l’avessero saputo all’ultimo momento, non è stata una mancanza di rispetto ma una specie di pretattica della disperazione. A volte è meglio non lasciare preparare gli altri alle tue assenze.
Grande merito ai giocatori di voler lavorare con il sorriso, di togliersi la scimmia di dosso e scendere in campo.
Lawal? Se c’è una cosa che sa fare bene è saltare in verticale, vorrà dire che lo faremo saltare in basso. E’ un giocatore che va a rimbalzo con le mani alte e salta in verticale, è l’esempio di difensore pulito, eppure ha avuto problemi di falli lo stesso. Certo uno in difesa non può smaterializzarsi.
MVP: in una situazione di emergenza, con il reparto esterni ridotto all’osso per le assenze di Chessa e Boscagin e con un McConnell a mezzo servizio, sale finalmente in cattedra Charlie Westbrook. La guardia americana si mostra finalmente libera da condizionamenti e mostra tutto il proprio repertorio offensivo, facendo capire perché Ramagli e Giuliani avevano puntato così forte su di lui. Per lui 21 punti con 10/14 da due, più due erroneamente assegnatigli a referto ma in realtà realizzati da McConnell, e solo la serata poco felice da fuori impedisce al bottino di essere più ampio. 36 minuti di balzi ed accelerazioni che non lasciano scampo alla difesa avversaria. Degno di menzione anche Da Ros, 21 punti e 13 rimbalzi alternando giocate di tecnica sopraffina a lotte da gladiatore a rimbalzo.
Il peggiore: Ferentino in serata no dalla lunga distanza, in questa sagra dell’errore si segnala in negativo Parrillo con 0/6 da tre e poco altro da far notare in 16 minuti in campo.
Lorenzo Peretti