Siena, 18 giugno 2012 – Finisce con i tifosi di Milano che ringraziano comunque i propri giocatori per aver raggiunto una finale, la terza in 4 anni, senza riuscire però a coronare il tanto agognato sogno dello scudetto.
La Montepaschi Mens Sana Siena si dimostra superiore vincendo 4 gare contro una e portando il saldo di quest’annata contro l’Olimpia Milano a 6-2 a dimostrazione ulteriore di una compattezza di squadra e di una mentalità che hanno pochi paragoni in tutta Europa.
Ieri sera al Palaestra c’era il clima delle grandi occasioni con gli spalti gremiti ben oltre la capienza, con i cancelli aperti alle 18:30 e un tifo infernale per tutti i 40 minuti di gioco.
Milano ci ha provato partendo bene e guidando nel punteggio fino al suono della prima sirena col primo quarto che però ha visto il sorpasso della Mens Sana proprio in chiusura di tempo.
L’Olimpia Milano ha sfruttato in avvio la trance agonistica di un Mancinelli incontenibile, nei primi 10 minuti, che ha messo a segno 6 punti consecutivi con 2 bombe dall’angolo e in totale 10 dei primi 17 punti della propria squadra. Il Mancio si è però poi inesorabilmente spento fermandosi a quei 10 punti iniziali.
Nel secondo quarto Milano non ha retto l’urto dei padroni di casa che, con un parziale di 23-13, sono andati al riposo lungo sopra di 11 punti grazie alle incursioni di McCalebb e alla straordinaria mira dall’arco.
Il famigerato terzo quarto, che a Milano era stato portatore di dolori per i colori biancoverdi, ha segnato stavolta l’allungo decisivo della Montepaschi capace di volare sul +19 al suono dell’ultima sirena dopo aver toccato anche i + 22.
Nell’ultimo periodo di gioco si è assistito al grande rientro di Milano che, a suon di triple, e sfruttando il fiato corto dei senesi, si è rifatta sotto grazie al risveglio, tardivo in verità, di un sontuoso Hairston.
L’Olimpia Milano ha toccato il -6 ma un 5-0 di parziale suggellato da una schiacciata di Lavrinovic ha fatto scorrere i titoli di coda. Ad un minuto dalla fine si è alzato forte il coro “..I campioni dell’Italia siamo noi..” e sono stati srotolati striscioni inneggianti al sesto scudetto consecutivo, settimo della propria storia, impresa mai compiuta prima di ieri sera.
Milano ha avuto il torto di non sfruttare appieno il fattore campo e di ripresentarsi a Siena non sul 2-2, come tutto sommato avrebbe potuto essere, ma su un difficilmente rimontabile 3-1, Siena è stata brava a chiudere una serie che, se si fosse allungata, avrebbe prodotto seri guai per le ambizioni toscane.
Il “solito” McCalebb è stato premiato MVP della gara, il riconoscimento se l’è meritato grazie alle solite scorribande in campo aperto, alle penetrazioni al fulmicotone, ad una condotta di gara impeccabile.
Ma accanto al folletto statunitense è stata grande la prova di un sontuoso Lavrinovic che ha tirato col 61% dal campo e con l’80% dalla lunetta catturando anche 7 rimbalzi risultando il migliore di ambedue le squadre in questa statistica. Si è assistito ad un clinic difensivo di Thornton e Kaukenas che si sono alternati sul temutissimo Hairston ridotto all’impotenza per lunghi minuti prima che, tardivamente, si svegliasse per suonare la carica di una rimonta fermatasi purtroppo per i colori biancorossi al -6.
Lunghi minuti di sostanza si sono avuti dai panchinari di lusso di Simone Pianigiani: Carraretto, Ress, Aradori hanno portato un sostanzioso contributo alla causa mensanina ma, ad onor del vero, quello che alzandosi dalla panchina ha fatto le cose migliori è stato uno straordinario Zisis autore di una partita memorabile per intensità, scelte di tiro, killer instinct.
Un pò sotto tono David Andersen, calato alla distanza in questi duri play off. Abbiamo lasciato per ultimo l’uomo che ha rappresentato, da 5 anni a questa parte, la continuità di un gruppo straordinario, i ragazzi della curva hanno cantato a lungo “un capitano, c’è solo un capitano” a Shaun Stonerook anche ieri sera immenso, solita partita la sua fatta di recuperi, aiuti, tanto lavoro sporco e 3 bombe chirurgiche una delle quali ha chiuso la strada alla rimonta milanese, se il ricciolone americano dovesse davvero lasciare l’attività agonistica, l’abbraccio finale tra lui e Pianigiani sembrerebbe indicare questo, sarà una perdita davvero impossibile da colmare.
Gli sconfitti: bene ancora una volta Bourussis, il greco ha confermato la buona prova di gara-3 dopo un’annata di luci ed ombre, bene i primi 10 minuti di Mancinelli poi sparito dal proscenio, bene l’ultimo quarto di un Hairston anima della rimonta milanese ma colpevolmente assente per almeno 25 minuti. Le note poco liete vengono da un abulico Fotsis, da un poco produttivo Melli che non ha ripetuto lo show vincente di gara-3, poco incisivi anche Bremer e Radosevic.
Cook è stato davvero poco produttivo in attacco ma ha comunque smazzato 5 assist per i compagni mentre Gentile ha giocato una partita di luci ed ombre, non malissimo ma neppure scintillante come due giorni prima la sua prova. Capitan Rocca: un esempio di abnegazione, di volontà, di voglia di lottare, un esempio per i più giovani, un esempio per chiunque non sia baciato dal talento e non disponga di mani di fata.
In definitiva una serie che Siena ha condotto con autorevolezza tenendo bene il fattore campo e compiendo quell’indispensabile impresa corsara che ha sparigliato le carte.
Montepaschi Mens Sana Siena – EA7 Armani 84-73
Parziali: 19-18, 23-13, 21-13, 21-29
Progressione: 19-18, 42-31, 63-44, 84-73
MVP: McCalebb e Lavrinovic sono stati l’anima della Montepaschi, un sontuoso Zisis ha stoppato la rimonta milanese. In casa lombarda buona la prova di Bourussis ed un Hairston autore però di un risveglio un po’ troppo tardivo.
WVP: Stavolta Melli non ha ripetuto la prova scintillante di gara-3 ed ha segnato uno stop in una serie che lo aveva visto fino a ieri sera protagonista.
Seguiranno in giornata le voci dei campioni d’Italia e dell’allenatore sconfitto Sergio Scariolo.
Alessandro Lami