Pesaro – Con una prestazione ai limiti della perfezione la Scavolini Siviglia doma una Bennet anch’essa eccellente per due quarti ma poi inerme davanti ad una squadra forse mai quest’anno così decisa e concentrata sull’arco dei quaranta minuti.
Coach Dalmonte aveva chiesto di pensare ad un passo alla volta per uscire dalla buca in cui la sua squadra era sprofondata con le due sconfitte del Pianella, ma forse neanche nelle sue più rosee previsione poteva attendersi una prestazione del genere.
Se il punteggio finale è stato troppo punitivo per la Bennet, comunque autrice di una prestazione degna del palcoscenico dei Play-offs, va detto che comunque la vittoria dei padroni di casa è stata del tutto meritata, proprio perché ottenuta contro una formazione che fino all’ultimo non ha mai mollato e nel secondo tempo ha provato in tutti i modi a ribaltare l’inerzia della partita.
Certo Trinchieri non si aspettava che i biancorossi di casa potessero giocare fino all’ultimo con un ritmo ed un’efficacia del genere; invece, quando ad inizio del terzo quarto i canturini hanno cominciato a patire le rotazioni ridotte a causa dell’infortunio patito da Leunen nelle prime battute del match e di un Micov ancora in fase di convalescenza, la Scavolini Siviglia ha continuato a macinare il suo gioco con il quale è riuscita ad abbinare un ritmo ossessivo ad una precisione notevole, il tutto con ottime ripercussioni sulla spettacolarità del match.
In effetti alla fine entrambe le squadre si meritano un applauso per lo show di stasera ma comunque, come si diceva, alla fine la vittoria è andata meritatamente a Pesaro, che in questo modo vendica le due sconfitte del Pianella.
Il primo tempo è a dir poco straordinario. La Scavolini Siviglia aggredisce subito la gara nella speranza di sorprendere la Bennet con gli alti ritmi, ma i canturini resistono da par loro e ribattono colpo su colpo; nei primi cinque minuti le due squadre si fronteggiano senza praticamente sbagliare un tiro ed il punteggio in breve vola a quote d’altri tempi.
La Bennet infatti accetta a viso aperto il corri e tira pesarese e, forte di percentuali ottime ed addirittura stratosferiche dall’arco, riesce anche a mantenere un risicato ma continuo vantaggio; un primo break si ha quando Hackett, l’unico un po’ impreciso dei suoi, sbaglia qualche tiro e così, con Brunner efficacissimo sia sotto il suo tabellone che al tiro, la Bennet opera un break di 7-0 con cui si issa sul 17-23.
Il time-out chiamato da Dalmonte è provvidenziale, perché al ritorno in campo due triple dei condottieri Hickman e Jones ristabiliscono quasi subito quella parità che si protrarrà fino al 26 pari di fine primo quarto.
Al ritorno in campo il canovaccio è grosso modo lo stesso; le squadre continuano a giocare a viso aperto e perforano la retina con notevole continuità; la Bennet prosegue nel suo gioco corale in cui un prezioso contributo arriva da tutti i suoi giocatori abili ed arruolati, così in un paio di occasioni sembra poter prendere un piccolo sopravvento arrivando sul 33-41 e sul 39-46.
Tuttavia a questo punto, quando mancano ancora tre minuti abbondanti alla pausa lunga, la squadra di Trinchieri si prende una pausa che, contro la Scavolini Siviglia battagliera di questa sera, viene immediatamente punita; il finale infatti è tutto di White che con 7 punti traina i suoi fino al vantaggio (50-48) inaspettato sulla sirena.
Sarà forse il momento decisivo della partita, perché di lì in poi la Scavolini Siviglia continua a premere l’acceleratore e non molla più l’inerzia del match.
Il digiuno degli ospiti prosegue anche in apertura di terzo quarto, quando i soliti Jones e Hickman propiziano il primo vero allungo dei biancorossi di casa sul 57-50 con un parziale complessivo, a cavallo tra i due tempi, di 9-0.
Il time-out di Trinchieri è immediato ed al ritorno in campo la sua squadra ritorna la gioco ragionato che le è più consono, visto che il ritmo indiavolato degli avversari non accenna a diminuire e mantiene la stessa efficacia; così, con un quintetto small size con Brunner unico lungo (soluzione quasi obbligata visto che all’assenza di Shermadini è andata ad aggiungersi quella di leunen in corso d’opera), la Bennet tesse la sua tela al limite dei 24 secondi, cercando di interrompere la buona vena dei biancorossi.
L’esito è alterno, perché comunque a qualche buona iniziativa di Brunner e Mazzarino (alla fine i migliori tra gli ospiti), la Scavolini Siviglia risponde sempre con qualche ottima giocata dei suoi americani e con la presenza di Cusin; peraltro il quintetto basso porta inevitabilmente i ragazzi di Trinchieri a soffrire tremendamente sotto le place.
In ogni caso sul finire di terza frazione si è ancora a stretto contatto (67-65), prima che una tripla di Flamini non riporti Pesaro sul + 5 all’ultima pausa.
In apertura di ultima frazione i padroni di casa continuano ancora il loro festival di triple (alla fine sarà un clamoroso 10/16 per un 62% che viene replicato anche nei tiri da due); sono due siluri messi a segno in rapida successione da White ed Hackett a far piegare per la prima volta le gambe ad una Bennet che sembra non avere le forse di reagire.
In effetti mancano ancora quasi 10 minuti ma di lì in poi la sensazione è che Pesaro questa partita la possa solo buttare via; non che in qualche altra occasione ciò non sia accaduto, ma questa sera i ragazzi di casa sono troppo determinati per concedere ad una formazione come quella di Cantù, sempre pronta a resuscitare, di tornare in gara.
Il vantaggio interno così si dilata sempre di più e solo un monumentale Brunner tra gli ospiti riesce a mantenere una certa continuità di rendimento, mentre a turno tutti gli altri alzano bandiera bianca; il momento decisivo si ha a 2:30 dalla fine quando, dopo che 2 tiri liberi di Jones hanno portato il punteggio sull’87-76, Basile si rende responsabile di uno sfondamento che sa tanto di resa.
In effetti di lì in poi il match non ha più molto senso. Si va così a gara 4 con prospettive e gerarchie sicuramente ridisegnate dalla migliore prestazione stagionale della Scavolini Siviglia.
Spogliatoi
Dalmonte: è stata una partita molto bella ed il merito va sia a Cantù che ai miei giocatori, cui stasera vorrei lasciare tutto il palcoscenico per i complimenti che spettano loro. Non era ovviamente una partita semplice, come lo può essere una gara 3 sullo 0-2 e dopo l’ultima brutta sconfitta subita: è stato importante vedere stasera tanti tifosi vicino alla squadra e sentire tanto calore. Penso e spero che ciò sia stato frutto della bella stagione giocata fin qui dai miei ragazzi.
Non penso che l’alto punteggio, ed i particolare quello del primo tempo, sia stato frutto di disattenzioni difensive ma di due grandi prestazioni con le quali le due squadre sono riuscite sempre a costruire tiri puliti con ottima concentrazione. La principale differenza tra le due nostre prestazioni tanto diverse tra gara 2 e 3 penso che risieda qui: anche a Cantù avevamo costruito dei buoni tiri ma poi la mira non ci aveva assistito e la squadra era andata via via sfiduciandosi, qui invece è accaduto il contrario.
Trinchieri: terza partita e terzo episodio diverso del film che ci vede protagonisti. Il nostro più grave errore l’abbiamo commesso nel primo tempo, quando pur tirando con percentuali vicinissime al 60%, eravamo incredibilmente sotto di due; ciò vuol dire che avevamo difeso malissimo e ci aspettava un prosieguo di partita di grande sofferenza. Infatti al ritorno in campo Pesaro ha continuato eccellentemente nel suo gioco e noi, quando abbiamo provato a difendere, avevamo i nostri meccanismi arrugginiti da due quarti che, a mio avviso, sono stati più simili ad un All Star game che ad una partita da Play-offs. Noi abbiamo patito molto l’assenza di Leunen, che nel primo quarto ha patito una distorsione alla caviglia già lesionata contro Siena; così a caldo non so dire quale sia l’entità dell’infortunio in ottica di gara 4; in ogni caso sarà tutta un’altra partita, così come sono state molto diverse tra loro le tre sfide fino ad ora giocate……noi dovremo di sicuro difendere in tutt’altra maniera.
Scavolini Siviglia Pesaro – Bennet Cantù 91-78
Parziali (26-26; 24-22; 20-17; 21-13)
Progressione 26-26; 50-48; 70-65
Tabellini
http://195.56.77.210/game/65467.html
Mvp: la grande prestazione della Scavolini Siviglia è inevitabilmente figlia della prestazione monstre dei suoi tre violini americani, finalmente esecutori all’unisono di un grande spartito. Difficile quindi scegliere il migliore tra tre soggetti che hanno tirato tutti con più del 60% e con tanti rimbalzi ed assist; alla fine però si fa preferire Jumaine Jones, chirurgico al tiro nei momenti più decisivi ed anche con 8 rimbalzi in carniere
Wvp: per tre quarti buoni di partita la Bennet regge l’urto degli indemoniati pesaresi, grazie alla sua solita prestazione corale in cui ciascun giocatore fornisce il suo prezioso contributo; fa eccezione forse Doron Perkins, perché da lui ci si attende comunque più leadership ed i suoi punti sono arrivati per l maggior parte a risultato ormai compromesso.
Giulio Pasolini