Così lontano il 2008? Così diversa la squadra? Forse la risposta alla domanda non è se Avellino possa farcela, quanto invece quale sia l’anima di questa squadra. Una Air che in campionato ha venduto cara la pelle su ogni parquet, forse con eccezione proprio del Pianella di Masnago (e chi ti ritrovi in coppa, proprio Cantù), può competere con chiunque, anche se nel trittico di tre gare in tre giorni, la rotazione cortissima degli uomini di Vitucci non è proprio l’ideale.
La squadra dipenderà molto dal suo folletto Green, assistman del campionato, giocatore che quando sente profumo di Final Eight sa esaltarsi e giocare alla grande… Può essere la chiave per aprire la scatola della difesa avversaria. C’è Taequan Dean, tra i migliori tiratori del campionato, specie dai 6,75. Giocatore che può accendersi e spegnersi in un lampo, che avrà non poche difficoltà a trovare la lucidità mentale un po’ smarrita nell’ultimo periodo. Gaddefors ha da essere l’uomo sorpresa, quello che può e deve fare la differenza. E’ giovane, spregiudicato e deve avere quell’insania volontà di riuscire a confermare le attese su di lui.
Johnson è recuperato e sarà sotto le plance a battagliare e a far valere il fisico e i centimetri che gli competono. Golemac è l’uomo più in forma del momento irpino, con punti da sotto e da fuori e tanto lavoro in vernice che lo hanno portato a diventare leader nelle classifiche di rendimento. Il problema di Avellino sta nella panchina, da cui posso uscire giocatori tanto “interessanti” e “spacca-partite”, quanto giocatori che lasciano un accenno impalpabile al match. Detto che Spinelli non dovrebbe essere del gruppo, o comunque sarà in panca solo per comporre i 12, Slay e Lauwers devono essere un fattore. Il gioco dentro e fuori dall’area dell’americano e le triple in transizione del belga (anche lui avvezzo a grandi prestazioni in odore di F8), possono aiutare Avellino sia nel far rifiatare i titolari, sia nel dare un apporto in termini di punti non indifferente alla causa biancoverde. Chissà che poi non ci siano anche minuti per Soloperto, che specie contro i lunghissimi canturini, potrebbe avere minuti in cui far valere il suo fisico…
Vitucci vuole coesione e squadra unita. L’obiettivo è di ben figurare, ma sappiamo che questa è una competizione che in Irpinia è sempre sentita, e questo gruppo, che si conosce da anni per molto effettivi, ha sempre fatto miracoli quando aveva l’acqua alla gola o quando comunque è arrivato a fari spenti a giocarsela. Se due conti iniziassero a tornare…
Domenico Landolfo