REGGIO EMILIA – Il più grande spettacolo del Week-End. O se non il più grande, certamente uno dei più divertenti. Reggio Emilia batte la Marcopoloshop.it Forlì e saluta la compagnia, approfittando del turno di sosta di Pistoia, volando a +4 sulle dirette concorrenti che ambiscono ai posti che contano, confermando il titolo platonico di campione d’inverno. Gioca bene la Trenkwalder, gioca bene e si diverte, facendo divertire il pubblico. Se proprio volessimo cercare il pelo nell’uovo non difende un benissimo, concedendo tanto ad una Forlì che, come da DNA, ha cercato di spingere costantemente il piede sull’acceleratore, riuscendoci a folate. Protagonisti assoluti della contesa un Dawan Robinson da 16 punti nel primo tempo ed un Fabio Ruini chirurgico nella ripresa (4/4 dai 6.75), dove colpisce con disarmante precisione una difesa romagnola troppo allegra negli adeguamenti sulla rapida e concreta circolazione di palla reggiana. Ma la vittoria biancorossa ha anche altri protagonisti: un Filloy ormai semi-perfetto su tutti quegli “intangibles” che rendono le sue prestazioni indispensabili, un Donell Taylor vero valore aggiunto atleticamente, su entrambi i lati del campo, ed un Riccardo Cervi proiettato verso limiti di crescita ignoti, seppur con la dovuta calma e divieto di montarsi la testa, che erge “no-fly zone” di difficile aggiramento a centro area biancorossa. Vince e convince la divertente reggiana, vince 97-86 conducendo sempre con estrema autorevolezza dal primo al quarantesimo minuto.
RUN & GUN. La gara viaggia subito su binari attesi: Forlì per farne uno in più degli avversari e Reggio Emilia pronta a gestire il gioco e comandare il campo. Robinson colpisce subito con la nuova specialità della casa, la tripla, e dall’altra parte il nuovo innesto della Fulgor, Wanamaker colpisce con buona costanza penetrando nella difesa di casa. Il primo parziale scivola via con buon ritmo per entrambe le squadre, e l’equilibrio non si rompe nemmeno nel secondo quarto, dove sale in cattedra Freeman per gli ospiti, piazzando zampate importanti in avvicinamento. Ma Robinson è tarantolato e non molla la presa sulla difesa romagnola, incapace di adeguarsi alle sfuriate del play di Philadelphia. Filloy tocca praticamente tutto quanto passi dalle sue parti e Ruini prova a creare il primo strappo sul finire del parziale, portando i suoi sul +6 al 17’. Forlì, che ha poco o nulla da Borsato e che si affida alle conclusioni di Casoli su pick&pop forse fin troppo forzati, inizia a veder scappare l’avversaria, che risponde colpo su colpo ad ogni tentativo di rimonta degli uomini di Vucinic, e che chiude il parziale con un’impennata di intensità difensiva, con tre stoppate consecutive. Si va al riposo sul 51-44.
A PICCOLI PASSI. La ripresa inizia come è terminato il primo parziale, con Reggio che pare adeguarsi al ritmo, offensivo, degli ospiti e che serra le maglie difensive. Taylor, alterno ed un pizzico nervoso in alcuni frangenti, porta il vantaggio dei padroni di casa in doppia cifra, 61-51 dopo una manciata di minuti dall’inizio del parziale. Forlì però è coriacea e non intende mollare: Wanamaker trova buone soluzioni nel pitturato ospite, ben coadiuvato da un Huff sempre preciso al tiro. Il vantaggio, però, non cala mai sotto le 7 lunghezze, ad eccezione di un parziale di 7-0 per la Marcopolo che la riporta a -5. Ma è un fuoco di paglia. Ruini inizia un festival di triple che continuerà nel quarto parziale e, con l’aiuto di Taylor, riporta subito i suoi al +11. E’ una macchina la Trenkwalder, stritola gli ospiti e li soffoca e, colpo su colpo, a piccoli passi, porta il vantaggio sull’81-67 grazie al solito Fabio Ruini, che sbaglia il primo tiro dopo 5 tentativi a segno. Freeman è rimasto l’unico a crederci ancora, seppur una tripla di Borsato faccia scorrere qualche brutto pensiero nelle menti degli spettatori del PalaBigi. Cervi in attacco non la “annusa” praticamente mai, ma cattura due rimbalzi offensivi fondamentali che si tramutano seconde opportunità di peso specifico immenso. Filloy chiude la gara con il sottomano del 92-82. Si chiude con la Trenkwalder che non vuole infierire e fa suonare la sirena con palla in mano, sul 97-86.
L’ultima del girone di andata è forse la più dolce dell’anno per i colori biancorossi, vira al comando con 4 punti su Pistoia, Brindisi e Brescia. Settimana prossima osserverà il proprio turno di riposo e, domenica 22, riceverà Piacenza per la prima giornata di ritorno. Un ritorno che potrebbe riservare, al termine del tunnel, piacevolissime sorprese ai reggiani, meritatamente in testa dopo la prima metà di campionato, per quanto visto a 360° rispetto alle squadre concorrenti. Forlì, dopo la cessione di Easley e l’innesto di Wanamaker, deve nuovamente trovare il suo DNA. Trapani sta vivendo momenti alterni ed il solo Freeman non può far fronte a quintetti più organizzati e letali come quelli di Reggio Emilia. Starà a coach Vucinic trovare la quadratura del cerchio prima che sia troppo tardi, per evitare affannose ed estenuanti rincorse alla salvezza come successe nella passata stagione. Il pubblico di Forlì, accorso numerosissimo al palazzetto di Reggio, meriterebbe un po’ di tranquillità in più rispetto a queste stagioni, per la passione e l’attaccamento che dimostra, ogni domenica, a questa squadra. Sei campione d’inverno Trenkwalder, e se ancora qualcuno non ci credesse, puoi giocartela fino alla fine per arrivare in paradiso.
Trenkwalder Reggio Emilia-Marcopoloshop.it Forlì 97-86
Progressione: 25-23; 51-44; 75-63; 97-86
Parziali: 25-23; 26-21; 24-19; 22-23
Dagli spogliatoi
Max Menetti: “Sono contento. Perchè Forlì è una squadra tosta e stasera lo ha dimosrato. E’ stata una bella partita sia per merito nostro sia per merito loro. Ci siamo affrontate a viso aperto e ne è venuta fuori una gara godibilissima. Se dovessi proprio trovare il pelo nell’uovo direi che non siamo stati sufficientemente reattivi sulle palle vaganti, aspetto che generalmente ci vede pronti, cercheremo di migliorare sotto questo punto di vista. Ci godiamo il primato, consci di aver fatto un ulteriore passo in avanti.
Nenad Vucinic: “Innanzitutto voglio fare i complimenti alla Trenkwalder, è la squadra più in forma del torneo e merita il primato. Noi abbiamo sofferto molto il loro gioco sul perimetro ma anche quello nel pitturato non ci ha visti sufficientemente pronti. Abbiamo bisogno di un lungo, per questo, nei prossimi giorni, sonderemo il mercato per vedere cosa ha da offrirci.” Infine un commento su Riccardo Cervi: “Mi ha impressionato la sua fisicità difensiva. In attacco, inoltre, ha enormi margini di miglioramento”
MVP: Fabio Ruini: Scegliamo il play reggiano di nascita per la prestazione, ma la realtà è che stasera tutta la Trenkwalder si è illuminata di luce propria, legittimando il primato solitario. Il play chiude con 18 punti e 20 di valutazione, con percorso netto dalla lunga distanza, in soli 21 minuti di gioco. Ma, quel che è ancora più importante, segna tutti i tiri quando occorreva segnarli. Taglia le gambe più volte agli abbozzi di rimonte forlivesi e, a cavallo tra il terzo e quarto parziale, segna 5 tiri consecutivi suggellando ottime azioni di squadra per la reggiana.
WVP: Stefano Borsato: Non si prende le responsabilità che dovrebbe prendersi. Ok, l’arrivo di Wanamaker toglie tiri e minutaggio, ma la guardia romagnola è uno dei crocevia principali per le possibilità di successo dei suoi. Con un Borsato come quello di stasera le difese possono concentrarsi sugli USA, rendendo la vita difficilissima, alla lunga, all’attacco della Marcopoloshop.
Alessandro Caraffi