Ecco le dichiarazioni di coach Caja durante la conferenza stampa:
“Ringrazio la società di avermi offerto un’opportunità importante, quella di ritornare ad allenare in A-1 che esercita su di me un fascino sempre molto attraente; ho ricevuto proposte anche da società di A-2, ma la A-1 ha un fascino diverso. Sono tornato con una battuta: ‘Non mi avevate tenuto perché non vi eravate trovati bene con me, ma mi ero trovato bene con voi’. Il fatto di conoscerci rappresenta un valore aggiunto, in quanto ci permette di sapere come prenderci, affrontando le difficoltà con maggior efficacia. La situazione è difficile, ci sarà da soffrire, ma sono disponibile a ciò pur di condurre in porto la barca, pur di conseguire il risultato che si chiama salvezza”.
Cosa ti è stato chiesto dalla società?
“Se mi sarebbe piaciuto tornare, con volontà per riportare buone sensazioni al palazzetto, per riconferire aggressività alla squadra, per ricoinvolgere il pubblico e riportare la vittoria”.
Dove ci sarà da lavorare?
“Sulla transizione in attacco, ma anche in difesa con rientri puntuali, per evitare di concedere punti facili agli avversari, per proteggere l’area. Non dobbiamo stravolgere quanto è già stato fatto; piuttosto apporteremo correzioni graduali per poi aumentarle strada facendo”.
Quale umore hai trovato nello spogliatoio?
“I primi giorni di scuola vedono tutti gli allievi attenti, lo sono anche i miei nipoti; sarà il tempo a rivelare l’atteggiamento e l’umore del gruppo”.
Inizi subito con Roma.
“Una piacevole coincidenza; là ci sono stato sette anni, ho molti amici; nell’ultimo periodo, a motivo dell’impegno con la Rai, ho trascorso più tempo a Roma che a Pavia. Difficile incontrare una squadra impegnata a riscattare la batosta subìta lo scorso sabato. Non è possibile pensare che in quattro giorni tutti avranno recepito tutte le informazioni proposte; inizieremo con poche cose nuove al fine di non creare confusione. Importanti sono le energie mentali più ancora degli aspetti tecnici, degli schemi; se lavoriamo male incameriamo energie negative e si arriva alla partita scarichi. A sostegno di quanto detto, domenica scorsa ho commentato Treviso-Cantù: i brianzoli giocano il miglior basket in Italia da due anni, eppure domenica erano scarichi di energie mentali, erano in costante ritardo ed hanno perso la partita”
Quali differenze trova tra la squadra a disposizione oggi ed il gruppo che trovò due anni fa?
“Il valore dei singoli di due anni fa era abbastanza livellato. Nel gruppo di oggi spicca il talento di Wafer; dei quattro lunghi, valori diversi tra i due titolari e i due della panchina”.
In che modo e in che misura pensi di impiegare il talento di Wafer?
“Wafer sarà il nostro principale terminale offensivo, la nostra punta di diamante, per cui avrà la palla in mano molto più spesso degli altri, i quali, a loro volta, avranno l’opportunità di rendersi pericolosi sui suoi scarichi finalizzando”.
Dopo quattro anni ritrovi D’Ercole che allenasti ad Udine.
“Sì, so quello che può dare in fase di costruzione di gioco, so quello che può dare in fase difensiva, so quello che può dare al tiro. Essendo, piedi a terra, uno dei migliori tiratori, e qui mi ricollego alla considerazione espressa riguardo a “Von”, sarà prezioso al tiro finalizzando i suoi scarichi”.