Domenica sera tra il rammaricato pubblico del Pala Tiziano si sentiva dire che se Justin Hurtt, guardia varesina dormiente in attacco per quasi 44 minuti di partita, non avesse tirato fuori la tripla decisiva come il più classico degli illusionisti che estrae dal proprio cilindro il fatidico coniglio, oggi a Roma si festeggerebbe il primo posto in classifica anche se in coabitazione con le altre 5 squadre concorrenti.
Affermazione vera nella sostanza ma non nella forma ed alcune volte la forma viene prima della sostanza. Forma, non apparenza, sia chiaro e la forma ha sancito una sconfitta meritata da parte dei ragazzi di Lardo che va aldilà del doppio punto di scarto nel finale.
La partita contro la Cimberio Varese era infatti la tipica gara da vincere a tutti i costi per aumentare innanzitutto il proprio livello di autostima dopo aver ottenuto una bella vittoria in quel di Ancona, la partita che avrebbe fatto decollare il velivolo Giallorossoblu verso traguardi importanti come, ad esempio, le prossime Final Eight di Coppa Italia, competizione che Roma fallisce da ben due anni consecutivi. Ed invece è venuta una sconfitta che apre parecchi interrogativi sulla truppa capitolina, soprattutto a livello caratteriale.
Aggredita ai limiti del consentito da una difesa organizzata e rocciosa da Recalcati ed eseguita quasi alla perfezione dai suoi, impossibilitata perciò ad armare le sue principali bocche da fuoco come Datome, Dasic e Tucker specie nel primo quarto e con un Djedovic per la prima volta in stagione a zero punti all’attivo, la squadra di Lardo ha mostrato come dicevamo evidenti crepe caratteriali e di lettura di quanto vedeva accadere sotto i propri sensi. Il dettaglio allarma e non è da sottovalutare. Questa gara si doveva vincere e basta, invece…….Pochi pensavano poi che questa Virtus avrebbe avuto un punto debole nel playmaking, ad oggi la realtà dice che sia Maestranzi che Gordic, la coppia che gestisce il gioco ed il ritmo della squadra, mostra da sempre le loro peculiarità ma vanno troppo a corrente alternata.
Il paisà Anthony corre, imposta, difende anche benino, serve anche assist (in media 3,3 a partita ad oggi), ma domenica sarebbe stato opportuno forzare la difesa varesina, non fermandosi o limitandosi (fate Voi), al tiro da tre (46% al momento, non male…), se però il suddetto tiro non entra son dolori, specie in tiratissime gare come quelle di domenica, evitando magari anche le forzature. Non un accenno di penetra-e-scarica, a difesa schierata al massimo un portarsi sul lato debole sfruttando il pick&roll per poi riaprire sul lato opposto od al centro. Poco, troppo poco per sperare di farcela quando poi dall’altro lato del campo ti confronti con un Stipecevic che stupisce per geometrie, possesso di palla e leadership in campo.
Nemanja Gordic invece non proprio male come da diversi mesi a queste parti, leggermente meno male ma sempre male. Anzi, ad essere proprio lucidi e razionali, Gordic ha mostrato proprio domenica qualche timido cenno di risveglio ma sempre troppo poco per le aspettative della squadra, come il temporale estivo che regala sollievo ma che quando termina fa solo aumentare il tasso d’umidità peggiorando la situazione climatica. Vedere i suoi errori decisivi in attacco nel momento topico del match: Involuto, lontanissima figura del playmaker che riusciva a mettere in ritmo i compagni anche con ribaltamenti improvvisi dal lato forte, che riusciva a metterla da tre con frequenza e che non disdegnava l’entrata conclusa sovente con canestro e fallo. Oggi quel Gordic non c’è più nonostante Lardo lo aspetti fiducioso e la speranza di rivederlo in auge ci sono. Intanto resta la scarsa lucidità complessiva della gestione del tempo supplementare, il secondo in stagione dopo Bologna ed il secondo perso: possibile che contro una Varese ridotta ai minimi termini come organico, con il solo Kangur con quattro falli a carico a far da centro, non si sia pensato di giocare palla dentro con insistenza ?
Questi sono i nodi cruciali al momento che si aggrovigliano attorno alla Virtus Roma e se poi, come già accennato precedentemente, il trio Datome-Dasic-Tucker non ingrana per un motivo o per un altro, le percentuali di vittoria s’abbassano drasticamente. Il settore lunghi fa quel che può ma domenica scorsa, contro una Varese senza Diego Fajardo, un fattore non solo nel pitturato ma anche di leadership in campo, il compito doveva essere meno complesso del solito. Ed invece Luca Garri ha fatto quasi ciò che ha voluto sotto i ferri mentre Talts ha inciso solo grazie ad un tiro dell’ultimo periodo allo scadere dei 24″. Troppo poco quindi se Slokar non produce punti su azione, se Crosariol fa solo due canestri e se Tonolli ritorna quello dei due anni precedenti, cioè buono solo per la panchina.
Domenica si va a Siena, sarà concretamente difficile se non quasi impossibile battere gli Alieni senesi a domicilio dopo che Caserta è riuscita nel colpaccio 9 giorni fa. Nulla è impossibile ma bisognerà sfoderare una prova di livello per non vanificare l’entusiasmo del pubblico di domenica.
Fabrizio Noto/FRED