Treviso – Ve bene, il Bayern quest’anno è una squadra ambiziosa, ma, essendosi i propri giocatori riuniti solo da pochi giorni, non poteva costituire un test troppo arduo. Certo, i difetti da limare sono ancora molti e la partenza di Motiejunas (in prestito al Prokom), ha lasciato un vuoto non indifferente nel settore lunghi. Ma ieri sera al Palaverde ci si è davvero divertiti, come da tempo non accedeva al Memorial Bortoletto, l’appuntamento in cui, come da tradizione, è stata presentata ufficialmente la squadra. Djordjevic aveva chiesto ai propri giocatori il massimo impegno, per farsi apprezzare dai tifosi e creare immediatamente un legame importante. Missione ampiamente compiuta: l’impressione destata dalla squadra è stata ottima e, benché come già detto i passi in avanti da compiere siano ancora molti (il primo a voler minimizzare l’importanza della buona prestazione è stato proprio il coach), ieri sera al Palaverde si è creato un clima di evidente entusiasmo.
Nella prima parte della gara Treviso ha mostrato buone cose in attacco, ma anche evidenti errori difensivi. Nella ripresa, forse anche per un calo degli avversari, l’aggressività difensiva dei biancoverdi è aumentata (27 palle recuperate) e si è così creato un gap importante (90-61 il finale). Negli ultimi 3’ di gara Djordjevic ha schierato un quintetto composto esclusivamente da elementi del vivaio (De Nicolao, Gentile, Sandri, Wojciechowski e Cuccarolo), che non ha affatto sfigurato. Anche queste sono cose belle… Buone, in particolare, le prestazioni di Moore, Scalabrine (che, come era prevedibile, è già l’assoluto beniamino del Palaverde), Gentile e Becirovic. Ottimo invece Jeff Adrien, per quanto il coach a fine gara abbia detto che può e dovrà mettere in campo ancor più intensità ed atletismo.
Vista la partenza di Motiejunas, che per altro era nell’aria da tempo, si è infine parlato anche di mercato. La squadra è piccola: il lato positivo è che molti elementi possono garantire ottime letture con la palla in mano, ma è chiaro che si potrebbe soffrire la fisicità di squadre (molte) con maggior tonnellaggio. Djordjevic ha ammesso che la società sta valutando se intervenire sul mercato, per acquisire un elemento che sostituisca il lituano. Attualmente il reparto lunghi è di fatto formato da soli 3 elementi (Adrien, Scalabrine e Cuccarolo), consiederando che Moldoveanu e Wojciechowski hanno centimetri ma non hanno nel dna il gioco in vernice. Ci sarà anzitutto da valutare l’affidabilità di Cuccarolo (ieri positivo) e, naturalmente, nell’ottica di acquisire un elemento importante (vale a dire, ahimé, un “non italiano”), sarà fondamentale che Scalabrine, per ora tesserato come americano, acquisisca il passaporto italiano.
Paolo Brugnara