Incertezza. E’ questa la parola chiave che domina in casa Juvecaserta. Se da un lato il comunicato apparso proprio oggi sul sito ha ufficializzato l’iscrizione della società al prossimo campionato, non c’è ancora nulla di definito per quel che concerne l’assetto societario. Se il famoso Consorzio in una città finto altoborghese come Caserta stava iniziando in qualche minimale modo ad attecchire (senza passi enormi sia ben chiaro), è arrivata una legnata non indifferente sul capo della società.
Infatti è stato diramato negli scorsi giorni un mandato di arresto per l’ex Presidente Caputo, azionista della Juve, che avrebbe dovuto contribuire con lo sponsor Pepsi al rilancio della nuova stagione agonistica, oltre ad essere considerato il vero Mangiafuoco dietro le quinte della nuova e vecchia società. L’accusa è quella di bancarotta fraudolenta, per lui al momento sono stati disposti i domiciliari. Incerto è il futuro di questa Juvecaserta, che dovrebbe far parte del novero delle squadre che parteciperanno al prossimo campionato, ma che potrebbe perdere uno dei suoi principali uomini al timone e perciò potrebbe di nuovo portare allo sfascio di una società.
Caputo, prima in una triade, poi da solo, ha preso la squadra dalla serie B e l’ha portata a una semifinale scudetto e a un quarto di finale di Eurocup. Inutile creare falsi allarmismi nei tifosi casertani o gettare fango su una figura che è stata sempre osannata da tutto l’ambiente. Fin quando non ci saranno verdetti definitivi, è inutile pubblicare sentenze e far passare giudizi. Tempo e pazienza ci daranno qualche risposta. Di certo, però, questa notizia, che fa il paio con gli addii di benetton e Triboldi dal mondo della pallacanestro e dalle sconcertanti notizie sui diritti tv ci portano a poter affermare con certezza che il livello del basket italiano sta andando scemando e si sta livellando verso il basso un campionato che si costruirà su budget ridimensionati. Forse sarebbe bene davvero bloccare per qualche anno le retrocessioni e cercare di risanare alla radice il nostro movimento? Ai posteri la sentenza.
Domenico Landolfo