PESARO – Vittoria a tutti i costi doveva essere per la Scavolini Siviglia ed una vittoria è alla fine arrivata, passando attraverso i pericoli di una partita che alla vigilia si presentava come ad alta emotività ma che poi si è sviluppata in una strana atmosfera in cui si è visto un po’ di tutto sia dentro che fuori dal campo.
Per l’ambiente di casa quello che contava era ottenere i due punti in qualsiasi maniera, visto che la squadra di Dalmonte veniva da tre sconfitte consecutive che l’avevano ricacciata fuori dai Play-Offs e che la prossima partita interna contro Siena ed il successivo derby di Montegranaro appaiono tutt’altro che facili da portare a casa.
Per gli ospiti si è trattata di una sconfitta che poteva essere in qualche modo preventivata, ma che alla fine brucia parecchio, visto l’arbitraggio che ha reso letteralmente furibondo sia il coach Mahoric (espulso per due falli tecnici affibbiatigli da Facchini ed onestamente piuttosto incomprensibili), sia la società che, per bocca del D.S. Cabrini, in sala stampa ha detto che se Facchini è il migliore arbitro italiano, la Vanoli può fare benissimo a meno di lui.
In ogni caso, al di là della legittimità o meno dell’espulsione, la vittoria della Scavolini Siviglia è apparsa del tutto meritata e, con ogni probabilità, sarebbe arrivata anche senza che Cremona venisse anzi tempo privata del suo condottiero.
La prestazione dei padroni di casa è stata tutto sommato positiva ed apprezzabile anche perché arrivata, come si diceva, nell’ambito di una strana atmosfera venutasi a creare sia per l’insolito orario mattutino che per tanti altri episodi insoliti, come l’assenza per “sciopero” dell’Inferno Biancorosso, le contestazioni che già serpeggiavano tra il pubblico alla fine di un primo quarto onestamente imbarazzante, la strana espulsione di Mahoric di cui già si è detto ed i fischi impietosi per l’ex pesarese Cinciarini, “reo” di aver provato a far rimontare i suoi con eccessiva foga.
In un ambiente così era facile per i biancorossi perdere la bussola e probabilmente ci si è andati vicini, perché l’impatto sul match è stato da brividi, quando Cusin è partito disputando una sorta di partita dell’ex all’incontrario, mentre Almond ed Aleksandrov stavano giocando a chi fosse più impaurito.
Per la Vanoli Braga è stato quindi piuttosto semplice prendere il largo sul 14-21 di fine primo quarto, grazie a 10 punti di un Drozdov assolutamente incontenibile per Almond e ad un certa difficoltà a contenere l’atipicità di Milic.
Già a metà del primo quarto Dalmonte era corso precipitosamente ai ripari chiamando Hackett e Flamini al posto del diabolico duo A&A, ma soltanto a metà del secondo quarto l’impatto difensivo dei due ha cominciato a dare i suoi frutti, facendo calare drasticamente le precentuali dei cremonesi e permettendo ai biancorossi di casa di risalire dal – 9 di apertura (14-23), al vantaggio di metà frazione (39-37).
Il terzo quarto è quello della svolta; probabilmente la Scavolini Siviglia era già riuscita a cambiare l’inerzia del match grazie al consueto cuore dei suoi alfieri Hackett e Flamini, nonché grazie ad un certo predominio sotto ai tabelloni, ma comunque prima una fiammata di Collins da 9 punti in un amen porta i suoi sul 50-43, poi l’espulsione di Mahoric scava probabilmente la fossa agli ospiti.
La Vanoli infatti era appena riuscita a riportarsi a -1 con due triple del contestato Cinciarini (52-51), quando, sulla seconda tripla insaccata dall’ex pesarese, Facchini decideva, apparentemente senza motivo, di sanzionare il secondo tecnico al coach sloveno, mandandolo negli spogliatoi.
Mancano ancora poco meno di quattro minuti al termine della frazione e la reazione immediata della Vanoli Braga è tutt’altro che di arrendevolezza, visto che il quarto si conclude ancora sul 57-53, ma poi al ritorno in campo Cremona improvvisamente si affloscia.
I rimbalzi continuano ad essere terreno di caccia di Hackett & C. e, mentre da un lato Collins e Diaz irridono la difesa avversaria, dall’altro l’attacco cremonese continua a sparare a salve dall’arco dei tre punti; in metà tempo la Scavolini Siviglia arriva sul 70-58, dopodichè la Vanoli Braga tira letteralmente i remi in barca, come testimoniano chiaramente i 6 punti segnati in dieci minuti ed il solo tiro libero segnato nella seconda metà di frazione.
Spogliatoi
Dalmonte
A parte il primo quarto nella partita, la squadra ha dato quello che le si chiedeva: presenza, intensità e voglia. L’impatto sul match è stato molto incerto e con alcuni errori evidenti, ma mi piace parlare del resto della partita quando abbiamo avuto la presenza di tutti, sia come contributo alla vittoria e, soprattutto, a rimbalzo, dove il nostro predominio è stato fondamentale per l’esito finale. Questa partita va senz’altro valutata positivamente perché c’è stata una reazione importante dopo lo sprofondo di Biella e dopo l’inizio difficile di oggi.
Mahoric
Oggi mi è stato fischiato il primo fallo tecnico dall’inizio della stagione e per la prima volta sono stato espulso nella mia carriera di allenatore. Non ho detto nulla agli arbitri se non per chiedere dei chiarimenti in maniera educata sui loro fischi; non ho detto nulla a Facchini che potesse sentire dall’altra parte del campo. Quando sono stato espulso eravamo sotto di uno e poi, per colpa di questa decisione ingiusta, la squadra è crollata. Non voglio aggiungere nient’altro sulla partita.
Scavolini Siviglia Pesaro – Vanoli Braga Cremona 82-59
Parziali 14-21; 25-16; 18-16; 25-6
Progressione 14-21; 39-37; 57-53; 82-59
MVP: Non si può assolutamente non premiare la migliore prestazione stagionale di Collins, autore di 27 punti con medie eccellenti ed autore anche della fiammata che ad inizio secondo tempo ha prodotto il primo serio allungo dei padroni di casa; tuttavia ancora una volta bisogna segnalare che la Scavolini Siviglia dà il meglio di sé quando in campo ci sono le sue colonne Flamini ed Hackett, quest’ultimo il migliore per valutazione complessiva, rimbalzi, palle recuperate nonché la vera anima della squadra..
WVP: Dopo un eccellente inizio tutta la Vanoli piano piano si è sciolta senza che qualcuno dei suoi giocatori riuscisse ad uscire da una mediocrità generale un cui però si è distinto, quanto meno perché da lui ci si attendevano le cose migliori, da Rowland; il play dal passaporto bulgaro non ha mai dato alcun segno di sé sul match ed è uscito con le ossa rotte dal confronto diretto con Collins.
Giulio Pasolini