FORLI’ – 6 secondi e 90 centesimini al termine del match, oscuri presagi incombono sul Palafiera. MarcoPoloShop.it e Snaidero sono sull’ 84 pari dopo il viaggio in lunetta di Harrison per i friulani. Quest’anno non è mai successo che Forlì vincesse una partita combattuta punto a punto fino alla sirena. Al pubblico di casa cominciano a passare per la mente i minuti finali del match casalingo contro Imola, dove Goldwire ha sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare.
L’incubo riaffiora. Alla rimessa, dopo il time out, c’è lui e consegna la palla ad Huff che gliela restituisce. Garelli, con la squadra oberata dai falli, lascia giocare i suoi e prega. 4…3…2, il combo-play di colore non ha intenzione di cercare la più logica penetrazione, ma sale in punta e sgancia la tripla. Sono attimi, un sospiro. Da qui può dipendere un’intera stagione, o peggio, la salvezza. Quello che succede dopo si può riassumere semplicemente con una sola parola: delirio.
L’87-84 finale sta strettissimo agli ospiti, ma il pubblico di Forlì, una gioia del genere, se la meritava tutta. Se poi aggiungiamo che delle ultime 6 in classifica la Fulgor Libertas è l’unica ad avere vinto, ecco che il delirio rischia seriamente di assumere i contorni della più suprema estasi sportiva.
La partita è a dir poco strana. Vive di fasi alterne in cui sembra che Udine non abbia voglia di chiuderla e Forlì sembra non approfittare delle incertezze altrui. Al tutto va pure aggiunta una scadente performance della terna arbitrale. Volano anche un paio di tecnici in direzione di una Udine troppo nervosa, indubbiamente condizionata dall’annunciata smobilitazione cui coach Garelli sembra l’unico a non volersi rassegnare. Il primo quarto è nettamente appannaggio degli ospiti, con i ragazzi di coach Vucinic che sembrano ancora essere mentalmente impantanati nella sconfitta di Reggio Emilia. Con un Lee a godere di praterie sterminate nel pitturato forlivese, Udine si ritrova avanti di 10 nel primo quarto.
Il secondo, tradizionalmente ostico ai friulani, vede Forlì accorciare lievemente le distanze, soprattutto grazie a Bobby Jones, solido in difesa e concreto in attacco. Spazio anche per la grinta dell’impavido Ranuzzi. Fin qui non pervenuti Poletti ed Huff, che ha clamorosamente perso il confronto col connazionale Lee. I tecnici fischiati dalla terna arbitrale permettono ai padroni di casa di andare al riposo sul 39-44
Nel secondo tempo la MarcoPoloShop.it prova ancora ad accorciare, ma coccia contro Prandin, ennesimo panchinaro rivitalizzato dai liviensi, ed Harrison. Se ne va così il terzo quarto con gli arancioni avanti di 7 sul 63-70. L’ultima frazione di gioco vede il risveglio di Goldwire e Nardi. Il primo decide che è ora di suonare la carica e segna una tripla che ispira anche il compagno, che lo imita di lì a poco. La stoppata siderale di Jones apre il sipario sugli ultimi secondi di cui sopra. Alla fine Forlì tiene ancora viva la speranza di salvezza sul campo, mentre i vari Harrison, Lee e Dordei possono dedicarsi definitivamente al mercato, vagliando le tante proposte che, nel giro di pochi giorni, li vedranno accasarsi in giro per l’Europa.
Sala stampa
A chi gli chiede quanto sentisse il match che lo vedeva tornare nella sua Forlì, coach Garelli risponde che tempo per pensare a questo, purtroppo, non ne ha avuto. I pensieri più grossi erano e sono riservati alla drammatica situazione in cui versa la società. “Abbiamo sbagliato a non chiudere la partita” afferma il tecnico dei friulani. “Li abbiamo lasciati venire sotto e poi capita che alla fine un tiro estemporaneo vada dentro”. “Ai punti avremmo vinto noi, ma questo non è pugilato, è basket e a volte decidono i giocatori bravi.”
“Nell’intervallo”, dice Vucinic, ” ho detto ai miei di non smettere mai di crederci, perchè se smetti di crederci perdi di sicuro. Non parlerei di fortuna, perchè abbiamo perso di poco con Imola e con Scafati meritando di perdere. Questa sera abbiamo fatto molte più cose positive. Il tiro di Goldwire è entrato perchè doveva entrare, perchè stiamo lavorando duro durante la settimana.” Sulla partenza contratta il coach serbo afferma che hanno provato a cambiare anche il tipo di riscaldamento prima del match per cercare di arrivare più pronti, ma non è servito. ” Abbiamo sbagliato molto sia in attacco che in difesa e per questo sono arrabbiato, ma sono contento dell’intensità che ci mette la squadra.”
“Il tiro finale era stato preparato con Vucinic” attacca Goldwire, ” durante la partita ne avevo già messi un paio e così abbiamo provato”. Poi continua: “nel primo tempo mi sono intestardito nell’entrare in area, nel secondo coach Vucinic mi ha detto di avere fiducia nel mio tiro”. “Adesso speriamo di fare una bella partita domenica prossima”.
MarcoPoloShop.it – Snaidero Udine 87-84
parziali: (15-25; 24-19; 24-26; 24-14)
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MVP: Non è tanto per i 24 punti segnati e nemmeno per la bomba della vittoria sulla sirena finale. Goldwire è il migliore del match perchè queste cose le ha fatte preferendo il parquet, la sua professione, al capezzale della mamma, morente negli Sates. Il piccolo “grande” Lee ha voluto ripagare la fiducia di chi lo ha prelevato dalle minors statunitensi, sacrificando i propri affetti. In questa LegaDue c’è ancora spazio per i sentimenti allora!
WVP: osannato, a ragione, nelle ultime partite, stasera Poletti sembra non averci capito molto. 3 punti, con un tiro, e 3 rimbalzi in 21 minuti sono lo score del capitano romagnolo.
Massimo Framboas