MIlano – A Milano ci vogliono trenta minuti e troppa fatica per avere la meglio su Montegranaro che rimane sempre sotto nel punteggio, ma affonda definitivamente solo ad inizio quarto periodo quando è ottenebrata da una rotazione inaccettabile che propone gli impresentabili Toolson e Ray. Pillastrini non può chiedere pentole e coperchi a Cavaliero e Ford che comunque fanno ampiamente il loro lavoro, sebbene siano mal coadiuvati anche dai, solitamente solidi, Ivanov e Cinciarini.
Nel primo quarto c’è il dominio di Ford (25 punti, 7 rimbalzi e 30 di valutazione) che mostra tutto il suo campionario di soluzioni vicino a canestro, non disdegnando anche un paio di long-two allo scadere dei 24″. Jaaber e Cavaliero sono presto gravati di due falli, ma è proprio il sutorino a creare i pegiori grattacapi dal perimetro alla difesa milanese. Peterson cambia sistematicamente su tutti i pick and roll laterali, poi nel secondo quarto sforna anche quintetti “alternativi” con le coppie Rocca-Petravicius e Rocca-Eze come lunghi. Il risultato è che l’attacco stagna in maniera assai prevedibile e Montegranaro si rifa sotto nel punteggio. Quando si torna al più canonico Mancinelli da quattro, ritorna in auge Milano che si distende maggiormente in campo aperto e si giova del pessimo impatto di Toolson (0-1, 2 perse e -5 all’intervallo) per tornare a +10.
Nel secondo tempo, quando sarebbe lecito aspettarsi la spallata decisiva di Milano che va al riposo con sole 9 lunghezze di vantaggio, arriva il grande parziale ospite che con Cavaliero (15 punti e 17 di valutazione) sigla il 9-0 che riporta tutto in parità. Milano ci mette addirittura 5 minuti per segnare il primo canestro del secondo tempo, poi bissa poco dopo con una schiacciata sbagliata di Eze che curiosamente finisce lo stesso in fondo alla retina.
Arriva una buona serie di circolazioni per i biancorossi che culminano con un paio di canestri di Greer e riportano in doppia cifra il vantaggio milanese. A due minuti dalla fine del terzo quarto fa il suo ingresso in campo anche Pecherov, dopo che era stato dimenticato in panchina nel primo tempo.
I biancorossi, nonostante l’inerzia e il punteggio, trovano il modo di dare l’ennesimo calcio al secchio del latte concedendo due liberi a Cinciarini con 5″ sul cronometro, perdere palla con Jaaber a 1,6″ e subire l’indisturbata tripla di Cavaliero del -5.
Contrariamente alle altre occasioni, è Milano ad uscire bene dall’ultimo riposo e 5 punti filati di Hawkins (17 punti e 5 recuperi) riaprono il gap che, due triple di Mordente, rendono incolmabile per gli ospiti. La partita si chiude virtualmente sul +16 siglato dal teramano, ma Ray segna quasi tutti i suoi punti nel finale a babbo morto per rimettere minimamente in dubbio l’esito finale. Tre recuperi di Jaaber, di cui due con assolo in campo aperto riportano a 19, che saranno poi quelli finali, i punti di distacco tra le squadre.
Milano vince con ampio margine, ma anche questa volta non convince appieno nelle sue trame di gioco e nella sua cinicità, perchè la partita sarebbe stata da chiudere prima della pausa. Montegranaro è troppo corta e con nessun apporto dalla panchina, per rimanere in partita 30 minuti. Poi spiegarsi come Allan Ray sia vergognosamente deleterio per 30 minuti, salvo poi salvare la propria prestazione con 11 punti nel garbage time, è affare per Freud e pochi altri eletti.
MVP: David Hawkins. Considerate le sue condizioni fisiche e le due settimane di assenza, ha profuso un grandissimo sforzo sia offensivo che difensivo, mordendo sempre le caviglie degli avversari e segnando quando più era necessario.
WVP: Allan Ray. Tabellino falso che viene rimpinguato solo a buoi ampiamente scappati. Per trenta minuti, quando c’è stata partita, è stato incredibilmente dannoso per i suoi, con tante perse e un’indolenza inacettabile.
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Conferenza stampa con gli audio degli allenatori.
Simone Mazzola