Dura solo 3 quarti il sogno del Fenerbahce di assicurarsi il primo posto nel girone H.
Vince meritatamente l’Olympiacos che con un grande ultimo quarto (26-10 il parziale) guadagna la vittoria e ribalta pure la differenza punti nello scontro diretto.
E c’è da dire per di più che i greci hanno giocato fuori casa e in formazione ridotta a causa di varie defezioni (su tutte quella di Bourousis); ma gli ateniesi sono troppo forti ed esperti per risentire di questi fattori.
Tra i singoli da annoverare le prestazioni di Erceg (autore di 19 punti con un ragguardevole e 5/9 da 3), e Papaloukas (capace di sfiorare la doppia doppia con 9 punti e 8 assist); ma oltre a loro due, ci sono stati molti validi contributi dai compagni di squadra.
La partita è stata talmente perfetta e ben giocata dall’Olympiacos che a pochi minuti dalla fine, dopo la schiacciata che vale il 52-62, il buon Rasho Nesterovic si lascia andare addirittura ad un urlo alla Kevin Garnett: sfido chiunque a trovare un’altra espressione qualsiasi del gigante buono sloveno durante una partita, soprattutto di girone. Ma si è visto per 40 minuti che per i greci questa non era una partita qualsiasi e che sono entrati con la mentalità giusta per portare a casa il risultato.
Archiviati i giusti complimenti per i vincitori, qualche considerazione sul Fenerbahce.
I turchi sono partiti fortissimo in questa Top 16 inanellando subito 3 vittorie di fila nel girone di andata e dando un bel segnale alle avversarie. Qualche settimana dopo si trova costretto a doversi giocare il tutto per tutto nell’ultima sfida a Valencia e paradossalmente non parte neanche con tutti i favori del pronostico, a dispetto dell’imbattibilità dimostrata inizialmente.
Il passo falso di settimana scorsa a Kaunas rischia di pesare tantissimo: se è vero che una sconfitta con l’Olympiacos è comunque preventivabile, regalare l’unica gioia della Top 16 allo Zalgiris e doversi giocare il tutto per tutto nello scontro diretto (con solo un +2 dell’andata), nell’infuocata arena della sempre più temibile Valencia potrebbe davvero causare un’eliminazione, fino a poco tempo fa davvero impensabile.
Per poter vincere la partita decisiva, coach Spahija dovrà sicuramente far ampio uso dei suoi giocatori più affidabili e con maggiore esperienza (l’infortunio a Turkcan da questo quanto di vista rappresenta un bel macigno): aspettiamoci (e auguriamoci!), un utilizzo maggiore dei vari Onan, Peker e Preldzic e sicuramente potremo assistere a uno spettacolo degno di una finale del maestro Jasikevicius.
Sarò nettamente di parte, ma una squadra non può vincere se il suo miglior marcatore è il playmaker che chiude la gara con un 7 di valutazione in quasi 30 minuti di utilizzo. Caro Roko, vai a giocare al campetto settimana prossima e tira e perdi tutti i palloni che vuoi: settimana prossima la squadra la guiderà Saras.
Maurizio Musolino