CREMONA – Che sarebbe stata una partita brutta da vedere era scritto fin da quando si era capito che quella tra Cremona e Brindisi avrebbe potuto dare verdetti non definitivi ma quantomeno rilevanti sulle prospettive salvezza delle due squadre. E come da pronostico, partitaccia fu. L’assenza dell’ultimo minuto di Kris Lang – sostituito dal non ancora tagliato Monroe – non ha contribuito a renderla una partita dall’alto spessore tecnico, costringendo Bechi a fare salti mortali per poter schierare una frontline vagamente presentabile.
Il riassunto della partita lo si può concentrare così: partenza forte della Vanoli, anzi di Milic, che nel primo quarto affetta i diretti avversari e piazza un parziale che risulterà poi decisivo. Negli unici momenti in cui Brindisi sembra poter riprendere la partita, Foster infila alcune zampate che rispediscono in doppia cifra di scarto gli avversari. Su tutti l’ultimo minuto del terzo quarto, in cui gli ospiti con pazienza arrivano fino al -4: Je’Kel prima piazza la tripla del +7, poi con dieci secondi al termine ruba palla a Roberson ed infila il contropiede sulla sirena. Più dieci, partita finita.
Come anticipato, di squisitamente tecnico c’è davvero poco da dire. La posta in palio era troppo alta e le squadre troppo in affanno – chi di risultati, come la Vanoli, chi di organico, come Brindisi – per pretendere qualcosa di più. La differenza l’ha fatta la squadra: Cremona ha smazzato la bellezza di venti assist complessivi, trovando spesso eccellenti giochi tra i piccoli ed i lunghi, aiutati anche da una difesa dell’Enel più approssimativa di quanto sarebbe lecito aspettarsi. Gli uomini di Bechi invece sono apparsi davvero poca cosa, costantemente ancorati alla speranza che uno dei singoli potesse tirarli fuori dai guai. Decisamente troppo poco, completamente traditi peraltro da Dixon, brutalizzato da un Rowland più dimesso del solito, e soprattutto da Tourè, autore di una partita di rara bruttezza, riuscendo nel difficilissimo compito di sbagliare praticamente qualsiasi cosa gli sia capitato di fare sul campo.
Mahoric non ha dovuto spremersi troppo per avere la meglio sulla pochezza di Brindisi, gli è bastato sfruttare la classe e la fisicità dei propri lunghi, opposta a delle rotazioni inesistenti, per quel che riguarda la frontline pugliese, con l’ex Infante – si parla dei tempi della B1, tanto per dire – a dover spendere sul parquet più minuti di quelli che gli permetterebbero i mezzi limitati che si ritrova per la Serie A, senza demeritare nonostante tutto. E’ tutta lì la supremazia cremonese, con Milic ed un redivivo Perkovic a fare la voce grossa nel pitturato, trovando all’occorrenza l’uomo libero – nove assist in due – sul perimetro, beneficiando di un Rowland stranamente ordinato, di un Drozdov ritrovato dopo lo scempio con Cantù ed un Foster cinico come dovrebbe essere più spesso. Dall’altra parte esasperare le rotazioni tra i piccoli – gli unici ad essere in gran numero – è servito a poco, perchè sostanzialmente di piccoli che abbiano azzeccato la partita non ce ne sono stati, se si fa eccezione per Roberson, che però dovrebbe ricordarsi che oltre a segnare su un campo da basket andrebbe fatto anche dell’altro. Dixon completamente incapace di leggere una situazione che fosse una, il povero Monroe costretto a giocare quasi trenta minuti nonostante non disputi una partita da ottobre, Maresca in palese serata storta ed uno dei peggiori Giovacchini di sempre.
Paradossalmente i due punti servivano di più alla squadra messa meglio in classifica, ovvero Cremona. Una sconfitta avrebbe avuto conseguenze catastrofiche, leggi esonero di Mahoric – con tanto di sostituto già pronto in attesa – e qualche rivoluzione al roster. Così non è stato ed ora il coach sloveno si gode il virtuale +6 sull’Enel ed il +4 su Teramo, in attesa del probabile arrivo in settimana di Daniele Cinciarini che dovrebbe risolvere parzialmente il problema delle rotazioni ridotte all’osso.
Per Brindisi vincere in queste condizioni era pressochè impossibile, nonostante non fosse difficile fare qualcosa di più. La situazione di emergenza però dovrebbe mettere più fretta nella ricerca di giocatori che possano aiutare in qualsiasi modo. Le zone in cui si dovrebbe intervenire sono talmente tante che non si dovrebbe far fatica a trovare qualcuno utile alla causa, seppur districarsi nella giungla dei passaporti non sia mai troppo semplice. La salvezza è sempre lì, alla portata, ma tempo da perdere ce n’è davvero molto poco.
Sala Stampa
Mahoric
Non è stata una bellissima partita da vedere ma l’importante era il risultato. Abbiamo meritato la vittoria, abbiamo giocato abbastanza aggressivi e siamo riusciti a creare molti problemi ad una squadra talentuosa come Brindisi. La difesa è stata la chiave della vittoria, probabilmente avremmo potuto vincere anche in maniera più larga se avessimo giocato in maniera più semplice. Al momento non guardo nemmeno la classifica, la stagione è ancora molto lunga e difficile, per ora ci limitiamo a cercare ogni vittoria. Stasera dovevamo vincere, ma a prescindere dalla classifica. Non era una partita di tatticismi, anzi abbiamo dovuto cercare di eliminare quella tensione che si era creata con questa striscia di sconfitte. Probabilmente avremmo dovuto avere qualche punto in più in classifica, quello che dobbiamo fare è dimostrare che ci meriteremmo quella posizione.
Bechi
La partita l’ha vinta Cremona nel momento in cui ha messo tutta la sua aggressività in difesa, specialmente sui piccoli. Tutti, comprese le loro riserve, hanno messo grandissima pressione sui nostri giocatori, impedendoci di trovare conclusioni semplici. Un altro dato allarmante sono le palle perse, non è possibile vincere, specialmente fuori casa, perdendo venti palloni, di cui dieci nel primo quarto. E’ chiaro che l’assenza di Lang ci abbia penalizzato nel duello contro i loro lunghi, Milic e Perkovic sono stati bravi a sfruttare il loro vantaggio fisico. Non dobbiamo farne una tragedia, in ogni caso, abbiamo perso uno spareggio che dovevamo vincere, ma ne abbiamo altri da affrontare, ci concentreremo su quelli.
Vanoli Braga Cremona – Enel Brindisi 78-66
Parziali: 20-12; 19-16; 15-17; 24-21
Progressione: 20-12; 39-28; 54-45; 78-66
MVP Il primo quarto di Milic è stato ai limiti dell’onnipotenza, si vedeva chiaramente negli occhi del capitano la voglia di tornare a vincere. Poi si è limitato a gestirsi, ma il solco decisivo l’aveva scavato lui. Menzione per la freddezza di Foster, che si è preso le responsabilità ogni volta che Brindisi tornava sotto. Del resto era stato preso per quello.
WVP E’ già stato detto sopra, ma è meglio ribadirlo nel caso a qualcuno sia sfuggito: Tourè ha fatto una delle partite più brutte che si siano viste in tempi recenti. Se si fosse limitato a passare la palla senza fare nient’altro sarebbe stato immensamente meglio, in questo modo invece ha fatto un danno dietro l’altro. Menzione anche qui per la coppia di play: Dixon malissimo, Giovacchini in sei minuti è riuscito a disintegrare la propria squadra.
Paolo Sinelli