“Per 2 anni hai portato in finale anche gli ingrati che ti volevan male.”
“Chi fischiava Bucchi è deficiente e merita solo Corbelli presidente, adesso fischierai anche Peterson?”
Il nuovo corso di Milano si apre con questi due striscioni esposti dalla curva in onore di Piero Bucchi e le sue due finali conquistate. Il tempo per l’amarcord termina presto, perchè tutto il resto del pubblico è con il nuovo/vecchio coach.
Milano vince questo suo ennesimo esordio con 98 punti all’attivo e una qualità offensiva che non si vedeva da tempo immemore, ma attribuire tutti questi meriti a Peterson sarebbe perlomeno avventato.
Nel primo tempo i giocatori sembrano più desiderosi di far vedere la loro voglia e i loro stimoli, piuttosto che difendere con costrutto e quindi nonostante un ritmo offensivo assolutamente invidiabile, non riescono a scavare il solco perchè vengono battuti troppo presto dal palleggio. Peterson attua un vero e proprio “platoon system” alla Zare Markovski e nel primo quarto toccano il campo tutti tranne Nardi. Anche Ganeto mette nel suo tabellino minuti e punti, mentre Finley sembra quello maggiormente rinvigorito dalla nuova cura e, pur facendo spola tra campo e panchina per ottimizzarne il dispendio di energie, trova buone soluzioni sia in regia che in realizzazione.
Caserta gioca al ritmo che le è sempre stato congeniale e si mette in ritmo per segnare i 90 punti che vogliono dire vittoria, cavalcando molto Williams contro Rocca in un mismatch fisico quasi imbarazzante.
Milano è avanti ma fatica a scappare, sino a quando all’uscita dagli spogliatoi dopo l’intervallo non arriva una vera e propria pioggia di canestri e di attacchi fluidi che manda nel baratro Caserta sul -16. Finley è il vero propiziatore del parziale con buone conduzioni del contropiede e soprattutto finalizzazioni efficaci dal mid-range.
Sacripanti dopo un quarto di assoluta amnesia dei suoi prova a giocare la carta della zona, prima 2-3 poi 3-2, per mettere qualche sassolino negli ingranaggi milanesi. All’inizio ci riesce, inibendo il post medio di Mancinelli e confinando gli avversari a tiri piazzati dal perimetro non propriamente puliti. Peterson ci prova con Pecherov, Caserta torna fino a -9 con un volitivo, ma a volte confusionario, Jones che confeziona un paio di conclusioni d’autore. Sembra poter essere vicino il riaggancio decisivo per Caserta, ma nel momento di maggior inerzia arrivano un paio di buone soluzioni firmate Jaaber e Maciulis a ricacciare indietro l’avversario, chiudendo di fatto il match.
Lo stesso Jaaber sigilla la vittoria con tre viaggi in lunetta ed una difesa asfissiante su Koszarek, regalando così la prima vittoria a Dan Peterson e un minimo di entusiasmo sugli spalti. Il coach ha gestito le rotazioni rendendole al limite del vorticoso, mentre Valli ha tenuto tutti i timeout tecnici in un’unione sicuramente preventivabile. La differenza sostanziale che il cambio di guida tecnica ha portato, sta nelle facce e nell’atteggiamento dei giocatori: sempre intensi, mai corrucciati e soprattutto convinti in ogni gesto; anche un Maciulis partito con 1-6 dal campo è sempre rimasto in partita e sufficientemente aggressivo.
Questa sera era lecito aspettarsi una Milano rigenerata e con nuova linfa vitale, infatti gli sguardi dei giocatori hanno perfettamente esemplificato lo “sputare sangue” che Peterson aveva predicato alla vigilia. Troppo facile fare proclami da scudetto dopo questa vittoria, ma sicuramente partire in modo positivo aiuta e già la trasferta di domenica a Cremona darà qualche nuovo elemento per valutare il teatrale cambio di rotta.
Quotes:
Sacripanti: abbiamo perso meritatamente perchè non si può venire a Milano in una partita del genere e non aspettarsi una squadra avversaria con grande intensità. Abbiamo avuto troppa poca forza ed energia per controbattere Milano, soprattutto nel primo e terzo quarto non tenendo mai in difesa e nell’uno contro uno. Abbiamo lasciato scappar via la partita dopo l’intervallo attaccando a ritmo lento, non uscendo forti dai blocchi e non attaccando in maniera logica. Abbiamo perso meritatamente, ma mi dispiace perchè arrivavamo da cinque vittorie in sette partite e forse abbiamo pagato un pò di acciacchi che hanno caratterizzato queste due settimane di allenamento. Ere e Bowers non hanno fatto una grande partita, ma credo che noi abbiamo due facce in base alle loro giocate e la cosa che mi rammarica di più non è la loro brutta prestazione, bensì l’energia che è mancata in gran parte della squadra.
Peterson: ringrazio il pubblico, la squadra, il mio staff tecnico che ha deciso di mettere Hawkins su Di Bella e Piero Bucchi visto che abbiamo usato i suoi schemi e il suo lavoro che ha permesso di vincere partite importanti in precedenza. Abbiamo fatto qualche errore a livello di rimbalzo d’attacco, concedendo penetrazioni e sbagliando qualche passaggio, ma mi fa piacere la grande verve agonistica, alimenatata dal pubblico. La squadra è stata alimentata dall’energia della gente e sono stati tutti perfetti nella gestione: gli assistenti mi hanno tenuto tutto sotto controllo perchè per me dopo 23 anni è difficile rimettermi subito in carreggiata.
Abbiamo giocato bene contro una buonissima squadra, mandando sei giocatori in doppia cifra e coinvolgendo tutti nella manovra.
Sono sempre il “nano ghiacciato” e questo mi permette di essere tranquillo, ma il pubblico mi ha fatto scaricare tutta l’adrenalina con il suo entusiasmo. Non posso dire quanto manchi per arrivare a Siena, ma sicuramente la differenza è tantissima e lavoreremo per recuperare Petravicius che è un giocatore importante assieme a Pecherov e Maciulis. Ieri e oggi in allenamento ho voluto fare esercizi di tiro da tre punti perchè dobbiamo prendere l’abitudine a tirare da li e provare ad aumentare la confidenza. L’unica cosa che ho detto a Finley è che lui è un impact player e deve stare fuori dall’area perchè è un catch and shooter che dalla zona intermedia rende molto di più.
L’obiettivo deve essere migliorare partita in partita senza pensare tanto in avanti a scudetto e cose simili. Tutto il roster stasera mi è piaciuto molto ed escludo tagli nell’imminente futuro, l’unico cambiamento potrebbe essere un eventuale sostituto di Van Den Spiegel.
Armani Jeans Milano – Pepsi Caserta 98-84 (27-21, 21-23, 28-18, 22-22)
MVP: OleksiyPecherov nonostante la condizione ben lontana dall’accettabile domina con 21 punti e 14 rimbalzi in 25 minuti di utilizzo. Il suo 9-16 dal campo con anche una buona corsa in campo aperto hanno svoltato la partita per Milano.
WVP: Uno a scelta tra Bowers ed Ere. Due fantasmi neri che gravitavano per il campo