Nell’ultimo aggiornamento sullo stato dei lavori in casa Fabi Shoes si addensavano all’orizzonte neri nuvoloni forieri di tempesta imminente.
I ragazzi di Pillastrini arrivavano da due sconfitte consecutive, due stop che avevano lasciato il segno sul morale dei giocatori ed insinuato più di un dubbio, specialmente tra i tifosi.
Fortuna ha voluto che, come nelle colorite cronache delle regate di America’s Cup, un improvviso salto di vento ha scompaginato decisamente le previsioni, allontanato le nubi nere e riportato il sereno.
Al di là delle metafore veliche analizziamo cosa è successo in queste settimane per permettere ai ragazzi di Pillastrini due vere e proprie imprese perchè prima sono andati a violare, per la prima volta nella storia Sutor, la Futorshow Station di Bologna e poi hanno inflitto la prima sconfitta stagionale all’Olimpia Milano tra le mura amiche del PalaSavelli.
Il problema più evidente del gioco della Sutor nelle prime cinque gare era stato la mancanza di continuità, la mancanza di concentrazione ed aggressività per tutti i quaranta minuti soprattutto nei primi tempi delle partite, solitamente approcciati in maniera molle e che avevano costretto la squadra a rincorse estenuanti quasi mai coronate da successo.
L’intensità difensiva nei progetti di Pillastrini è la base sulla quale sviluppare il gioco, l’applicazione di tanta pressione in difesa ed il lavoro sulle linee di passaggio dovrebbe, nelle idee del coach, fruttare tanti recuperi e la possibilità di correre in contropiede. Quando tutto questo non c’è stato, la squadra ha balbettato, arrivando sempre in ritardo sui recuperi, sulle rotazioni e sugli aiuti, lasciando facili tiri alle avversarie.
Pillastrini aveva provato a mascherare queste lacune mentali e di applicazione ricorrendo molto alla difesa di squadra o abbassando il quintetto, giocando con un solo lungo di ruolo ed Antonutti da numero 4, ma senza la cattiveria tutte queste mosse si erano rivelate dei palliativi.
La svolta si è avuta nel primo tempo di Bologna, dove la squadra ha cambiato decisamente l’approccio alla gara, entrando in campo molto concentrata, aggredendo l’avversario ed imponendo da subito il proprio ritmo.
Nella ripresa poi, con le rotazioni ridotte, la Sutor aveva prestato il fianco alla rimonta della Virtus, ma nel finale concitato aveva stretto i denti e portato a casa 2 punti che, si augurano anche nello spogliatoio, potrebbero rappresentare il punto di svolta della stagione.
La recente vittoria contro l’Armani Jeans ha invece avuto uno svolgimento più lineare con i ragazzi di Pillastrini sempre avanti nel punteggio e sempre pronti a rintuzzare con autorità i tentativi di ritorno dell’Olimpia, chiudendo con uno scarto di soli 4 punti, forse un po’ bugiardo rispetto a quanto visto in campo, dove Montegranaro non ha mai mostrato segni di cedimento o di discontinuità.
Sui singoli menzione d’onore per i due lunghi: si sapeva che fossero una bella accoppiata già da quest’estate, ma nessuno si aspettava di trovarli così in alto nelle classifiche dei realizzatori, dei rimbalzisti e della valutazione, al momento una delle migliori coppie del torneo.
In ripresa Allan Ray che domenica scorsa ha mostrato segni di risveglio tangibili; in leggera flessione Jones, condizionato dai falli; bene, anzi benissimo il trio italiano Cinciarini, Cavaliero, Antonutti con quest’ultimo meritevole di una particolare menzione per i grandissimi progressi mostrati; segni di vita anche da Ongenaet, mentre per Canavesi e Maestranzi va fatto un discorso a parte, il primo non appare così coinvolto nel progetto mentre per l’oriundo è un momento di flessione sopratutto fisica, sconta i postumi di una fastidiosa influenza e di un’estate senza riposo. Inoltre in settimana sono anche suonate le sirene romane per lui, con radio mercato che parla di una proposta di scambio Maestranzi-Vitali, ma al di là delle suggestioni del mercato pensiamo che Tony faccia stabilmente parte di questo progetto e che la società non vorrà privarsene, basterà saperlo aspettare.
Ora attendiamo la prova del nove, un primo esame di maturità da svolgersi sul parquet del PalaPentassuglia dove la Sutor affronterà una formazione con l’acqua alla gola contornata da rumors che danno coach Perdichizzi in precario equilibrio sulla panchina pugliese e pertanto animata da fortissime motivazioni, allungare una striscia perdente arrivata già a quota cinque conclamerebbe in maniera inequivocabile una crisi fin qui strisciante.
Un bell’esame dunque per i gialloblu che dal canto loro cercheranno di dare continuità ai loro risultati ed una vittoria in quel di Brindisi vorrebbe dire affrontare la stagione con motivazioni ed obiettivi più ambiziosi della semplice salvezza.
Francesco Andrenacci