Con la sconfitta in gara 3 contro l’AJ Milano si e’ ufficialmente conclusa la quarta stagione consecutiva in serie A per Montegranaro.
Basterebbe questa iniziale informazione ad indirizzare in maniera inequivocabilmente positiva il bilancio della stagione appena conclusasi ma al di la’ di quanto raggiunto sul campo da questo gruppo, un bilancio accurato di quanto successo nell’anno sportivo va comunque fatto perche’ i risultati sportivi, peraltro ragguardevoli, forse non fotografano a pieno quanto questa societa’ ha prodotto.
Negli anni passati mi sono trovato appunto per tre volte a stilare questo consuntivo di fine anno con riscontri sempre positivi, e seppur con qualche sfumatura differente molto simili tra loro, quest’anno invece trovo nel bilancio di fine anno un elemento di discontinuita’ con i precedenti che fa si, a mio modo di vedere, che lo stesso sia molto piu’ che “semplicemente” positivo, cioe’ la consapevolezza di non aver raggiunto un obiettivo una tantum , ma la certezza che una parte numericamente importante del gruppo di giocatori e dello staff tecnico/dirigenziale che ha raggiunto questi risultati formera’ la base dalla quale ripartire per il prossimo campionato.
Negli anni scorsi i buoni risultati avevano sempre significato smembramento, diaspora, partenze in serie di giocatori, tecnici e staff dirigenziale, quest’anno no e questo e’ un risultato ancor piu’ importante dell’aver raggiunto i PlayOffs.
Certo l’abbrivio non era sicuramente stato dei migliori, sconfitte brucianti ed un gioco balbettante avevano minato le certezze di molti ed anche il sottoscritto nel bimestre Ottobre/Novembre aveva espresso piu’ di un dubbio sulla buona riuscita dell’ambizioso progetto estivo.
Progetto che prevedeva l’utilizzo massiccio di giocatori italiani o di giocatori statunitensi di poca fama ma molta fame, cosi’ ci si era affidati a Cinciarini, Cavaliero, Antonutti, Lechtaler, Maestranzi e Filloy per costituire l’ossatura e la base italiana ed a questi erano stati aggiunti il confermato Ivanov, Brunner ed il cavallo di ritorno Marquinhos.
A questo punto mancava il faro, il leader della squadra, il giocatore di maggior classe deputato e prendere per mano la truppa nei momenti di difficolta’ e si era puntato su Hite, guardia USA dal pedigree importante tra Miami University, numerose comparsate nell’ NBA , una stagione importante al Galatasaray e l’ultima nei belgi dell’Ostenda.
Purtroppo però ben presto quella che doveva essere la ciliegina sulla torta si e’ rivelato un pesante mattone ed inevitabilmente si e’ deciso di rimuoverlo prima che col suo peso schiacciasse il dolce sottostante che, finalmente liberato, e’ parso lievitare prepotentemente.
I giovanotti gialloblu, responsabilizzati dalla partenza di Hite e con le spalle al muro, hanno risposto con una serie di vittorie impressionante che ha rivoltato la stagione Sutor come un calzino portando la squadra dalla zona pericolosa ai piani nobili della classifica raggiungendo, al suo apice, anche la seconda posizione nel roster.
Poi una serie di “sfortunate coincidenze” (e’ un eufemismo,ndr), capitate in partite decise punto a punto negli ultimi istanti di gara e tutte indirizzate univocamente in senso contrario, hanno forse creato delle crepe nella solidita’ mentale della squadra ed associate ad una condizione atletica forse non piu’ ottimale, condite poi da qualche infortunio nei giocatori fondamentali, ha portato ad una serie di sconfitte che hanno un po’ raffreddato l’ambiente nel finale di stagione , culminate con le secca, quanto bugiarda nel risultato, eliminazione al primo turno dei PlayOffs per mano dell’Olimpia MIlano.
Non credo pero’ che le recenti prove opache o sfortunate fornite dalla squadra possano suggestionare il giudizio complessivo sulla stagione ed inficiare la solida certezza che quanto fatto da questo gruppo e’ da considerarsi straordinario da qualsiasi angolazione lo si guardi specie in considerazione del notevole bagaglio di esperienza acquisita e che tornera’ sicuramente utile per la prossima stagione.
Ma cosa ci si aspetta dalla prossima stagione e come o con quali uomini la si affrontera’?
La domanda, oggi e’ alquanto prematura anche se molte sono le certezze, a partire dal Direttore Generale Vacirca che ha gia’ manifestato la sua volonta’ di restare per continuare, a meno di stravolgimenti ad oggi impensabili col coach Fabrizio Frates, legato alla Sutor da un altro anno di contratto.
Il parco giocatori e’ piuttosto nutrito: Antonutti, Cinciarini, Cavaliero, Maestranzi, Filloy, Brunner ed Ivanov sono tutti sotto contratto e tutti confermati anche se ci sono, stando a radio mercato, offerte per i due lunghi.
Dei due quello piu’ a rischio sembra essere Brunner, soprattutto se, come sembra, il suo passaporto svizzero e’ in dirittura d’arrivo. Ma in ogni caso tutto dovra’ passare attraverso il vaglio della societa’ che avra’ sempre l’ultima parola sull’ eventuale cessione.
Gli unici free agent saranno Marquinhos e Tsaldaris; per il greco sembra sia stato fatto un sondaggio , purtroppo infruttuoso in quanto, stando ai si dice, le sue richieste sarebbero assai lontane dalle offerte della societa’ mentre per Marquinhos ci sara’ da fare anche un’accurata valutazione tecnica perche’ la sua stagione, comunque positiva, e’ stata costellata da molti alti e bassi.
Chi pare destinato a lasciare la Sutor per palcoscenici di grande rilievo( Mens Sana?) sembra sia il mitico preparatore atletico Giustino Danesi DeLuca, grande professionista dalle doti umane impareggiabili che se dovesse veramente partire lascera’ un indelebile ricordo presso la societa’, i giocatori ed i tifosi.
Ma questi, forse , sono discorsi prematuri. Oggi e’ tempo di godersi il quarto scudetto consecutivo che consentira’ a questa societa’ tanto antica quanto piccola di prender parte per il quinto anno al massimo campionato di pallacanestro, e se permettete, a me sembra ancora un miracolo.
Francesco Andrenacci