ROMA – E’ passato un girone rispetto alla gara dell’andata, al trionfo cioè dei bancari abbruzzesi in un Palalottomatica attonito ed ad una Virtus Roma orfana da poche ore di Nando Gentile dimissionario, uno scarto impressionante tra le due squadre, risultato finale che arrideva agli ospiti per 61-80 ma la partita di domenica propone temi così diversi ed in contrasto rispetto alla gara dell’andata che non sembrano essere passate 15 gare ma molte, molte di più.
[b]Banca Tercas Teramo[/b]
Beh, inutile negarlo, soprattutto dopo aver assisitito alla passeggiata di un girone fa, al cospetto di una Virtus annichilita ed avvilente, si pensava con discreta insistenza al secondo campionato di fila di vertice in casa biancorossa. Ed invece le cose sono andate esattamente al contrario, forse proprio quella vittoria contro una Virtus Roma al limite dell’inverecondo ha fatto perdere a Capobianco la sua proverbiale prudenza ed il sano realismo che lo aveva tanto fatto apprezzare dal nostro movimento, al punto tale che oggi fa parte dello staff della Nazionale al seguito dell'[i]head-coach[/i] Pianigiani e dell’altro vice, suo collega, Pino Sacripanti.
Una Tercas quindi poco realista, che ha creduto di essere quella arrembante e cinica della scorsa stagione ma senza avere la stessa propensione al gioco offensivo.
Già, eppure non è male avere cinque giocatori molto vicini nelle percentuali di realizzazione punti a partita, perchè significa che il peso dell’attacco non è affidato ad un [i]go-to-guy[/i] alla Gary Neal (oramai ex-Treviso): in testa c’è sorprendentemente oggi Valerio Amoroso con 11,5 punti a gara, seguito da Drake Diener che ne realizza 11,4 a gara con una coppia al terzo posto, Poeta-Jones con 10,8; chiude Ryan Hoover con 10,1.
Ed allora è mancata la concretezza in difesa, forse Jurak e Jesse Young hanno reso molto meno rispetto a quanto era lecito attendersi da loro in vernice o forse anche Stanescu ha dato quel qualcosa in meno che al tirar delle somme ha pesato.
Ma forse è mancata la personalità di qualche giocatore che si credeva l’avesse, ecco il punto. Troppe gare perse per dettagli per non pensare a questa visione.
Ed adesso, soprattutto dopo la dolorosa quanto rocambolesca sconfitta di Avellino, guardare ai playoffs diventa molto complicato anzi, magari sarebbe più saggio guardarsi alle spalle dove Biella, Ferrara, Cremona e Pesaro sembrano aver trovato la molla giusta per tirarsi fuori dalle secche con i piemontesi forse ancora un pò in crisi.
Ma arriva la Virtus Roma che non è, fuori dalle mura amiche, il classico fulmine di guerra, ed allora ecco che con una vittoria si può guardare al domani con più ottimismo, scacciando magari i fantasmi della Lega Due che incombono e passare a programmare una nuova stagione con le idee più chiare.
[b]Lottomatica Virtus Roma[/b]
“Ora o mai più!”, frase della grande scrittrice Ann Brasheres, si addice come il classico cacio sui maccheroni giallorossi di una Virtus che deve evitare a tutti i costi l’ottava, scomodissima poltrona in chiave griglia playoffs che significa beccare subito l’incubo senese.
Sì, l’incubo senese, nonostante la bellissima vittoria contro di loro tre settimane fa avesse risollevato gli animi e le coscienze dell’ambiente capitolino, è tornato ad essere tale dopo le sberle rimediate a Cantù e quelle prese ma anche date, e con gli interessi, alla strabiliante Sutor di Fabrizio Frates 6 giorni fa nel turno pre-pasquale.
Vittoria deve essere quindi e non ci sono scuse o appigli, esami di maturità o di laurea od altre amenità simili, basta, Roma deve dare un segnale definitivo, corposo alle proprie ambizioni.
Per il progetto testè enunciato mancheranno al coach Matteo Boniciolli forse Tonolli ed Hutson, quest’ultimo in odore di stop forzato per almeno tre settimane a causa di un fastidioso guaio muscolare che lo rende visibilmente meno esplosivo del solito, caratteristica che ne frustra le performance in maniera evidente (si parla anche della possibilità di sostituirlo con Stimac della Stella Rossa di Belgrado, ndr), ma quel che conta sarà vedere una squadra decisa, spigliata, sicura e non la versione ibrida e così tentennante che si vede troppo spesso in trasferta.
Non aggiungiamo altro, se non che Gigi Datome insegue il traguardo dei 1.000 punti in Lega A, con la speranza che possa raggiungere il traguardo e possibilmente doppiarlo domenica stessa.
[b]Si gioca al:[/b] PalaScapriano di Teramo, domenica 11 aprile ore 12
[b]Precedenti:[/b] solo due vittorie dei teramani nelle 6 gare disputate contro la Virtus.
[b]Arbitri:[/b] Sahin – Taurino – Caiazza
Fabrizio Noto/FRED