La Pallacanestro Olimpia Armani Jeans Milano è lieta di comunicare di aver siglato un accordo per le prossime due stagioni, con opzione sulla terza, con Richard Mason Rocca, centro italo-americano di 202 cm. Rocca indosserà il numero 12.
Rocca, nato a Highland Park in Illinois il 6 novembre 1977, disputa il campionato NCAA con la maglia di Princeton dal 1996 al 2000, conseguendo anche una laurea in ingegneria nel prestigioso ateneo. Nel suo anno da senior, il 1999/2000, chiude la stagione con 9 punti e oltre 5 rimbalzi di media a gara.
Dopo un anno nella lega IBL, arriva in Italia nel 2001/2002 per indossare la maglia dellAurora Jesi in LegaDue. Nelle Marche Rocca si ferma tre stagioni, conquistando la promozione in Serie A nel 2003/2004, chiudendo con più di 16 punti e 11 rimbalzi a partita. Nel 2004/2005 firma a Napoli diventando da subito uno degli idoli del pubblico partenopeo. Con la formazione napoletana, di cui diventa anche capitano, Rocca vive la sua miglior stagione nel 2005/2006: le sue cifre personali parlano di 10 punti e 7 rimbalzi a partita che gli valgono la chiamata nella Nazionale Italiana di Carlo Recalcati che disputa il Mondiale in Giappone. Sempre nella stagione 2005/2006 conquista la Coppa Italia, le semifinali playoff e la qualificazione in Euroleague. Nel 2006/2007 disputa la sua prima Euroleague in carriera, mettendo a referto 11 punti e 7 rimbalzi in 13 partite.
CARRIERA
1996/1997 Princeton (NCAA)
1997/1998 Princeton (NCAA)
1998/1999 Princeton (NCAA)
1999/2000 Princeton (NCAA)
2000/2001 Trenton (IBL)
2001/2002 Jesi (LegaDue)
2002/2003 Jesi (LegaDue)
2003/2004 Jesi (LegaDue): promozione in Serie A
2004/2005 Pompea Napoli (Serie A): partecipa alla ULEB Cup
2005/2006 Carpisa Napoli (Serie A): vincitore Coppa Italia; semifinale playoff; qualificazione Euroleague; Mondiali con la Nazionale Italiana
2006/2007 Eldo Napoli (Serie A): qualificazione ai playoff; partecipa alla Euroleague
2007/2008 Eldo Napoli (Serie A)
Le prime parole di Mason
Sei il primo tassello di questo nuovo corso dell’Olimpia Armani Jeans, cosa ti piace di questo nuovo progetto che sta prendendo il via? Perché Milano?
L’Olimpia è una delle realtà più storiche e vincenti della pallacanestro in Italia e in questo progetto cè la netta sensazione che la società abbia una gran voglia di tornare ai livelli, ai fasti del passato. Certamente non subito, perché bisogna saper programmare su più anni, ma ci sono ottime idee e una grande voglia di tornare a essere grandi il prima possibile, facendo le cose per bene. È una cosa che mi ha molto colpito.
Poi un fattore che ha influito è certamente il fatto che Piero Bucchi sia lallenatore di questa squadra: ho un ottimo rapporto con lui, ci consosciamo molto bene, ho giocato per lui tre anni a Napoli e questa cosa ha certamente influito sulla mia decisione di firmare per Milano.
Come hai già detto, Bucchi è un allenatore che conosci molto bene: anche se la squadra è ancora da costruire che tipo di basket pensi che si vedrà lanno prossimo a Milano?
A Napoli in questi tre anni abbiamo avuto diversi tipi di squadre, in particolare quella che ha vinto la Coppa Italia nella quale lattacco aveva unimportanza particolare, ma la filosofia di Bucchi resta sempre e comunque molto legata alla difesa. Anche nellanno della Coppa, quando tutti parlavano del nostro attacco, la chiave di tutto è sempre stata la difesa. Lui ha già dichiarato, ho letto, che vuole una squadra da battaglia, una squadra che lotta, una squadra che da sempre tutto quello che ha sul campo: questo è il suo modo di vedere il basket. Lattacco poi dipenderà dalle caratteristiche dei giocatori che comporranno la squadra.
A chi ancora non ti conosce, descrivi il tuo modo di interpretare il gioco, quello che pensi che potrai dare a questa squadra.
Io credo ciecamente nella difesa. È la cosa più importante, è la cosa di cui sono orgoglioso: mi da una grandissima soddisfazione quando il mio avversario non riesce a segnare. Questa è la prima cosa. Certamente poi sono un giocatore di ruolo. Gioco centro ma sono basso per quel ruolo, quindi provo a sfruttare altre caratteristiche per prendere vantaggio sul mio avversario: certamente la velocità e poi la capacità di arrivare sulla palla prima degli altri. Non salto molto, non sono neppure molto grosso, proprio per questo cerco di sfruttare questa capacità di arrivare prima del mio avversario sulla palla, cercando di prendere posizione per catturare un rimbalzo. Anche in attacco cerco di sfruttare la velocità usando molto il pick and roll, mentre in post basso il gancio e il semigancio mi permettono di tirare anche contro avversari più grandi di me.
Prima di tutto, però, sono un uomo di squadra: insieme al coach cerco sempre di trovare il modo per aiutare i compagni. Non mi interessa quanto segno o quanti minuti gioco, per me conta solo aiutare la squadra ad arrivare al più alto livello possibile. Questa è la cosa che mi riempie maggiormente di soddisfazione.
Quale promessa ti senti di fare ai tifosi dellOlimpia Milano che hanno accolto con particolare piacere lannuncio del tuo arrivo a Milano?
Io ho avuto un grandissimo rapporto con i tifosi di Napoli e spero di poter ricreare questo rapporto anche con i tifosi milanesi che so, mi sono informato, essere grandi appassionati e conoscitori di basket. Non prometto risultati, prometto solo di dare sempre e comunque il massimo quando sarò chiamato in campo per cercare di aiutare la squadra a vincere. Questa è la mia promessa.
Uff.stampa AJ Milano.