L’Angelico Biella espugna il Palaverde, superando con pieno merito, per 71-61, una Benetton davvero fiacca, imprecisa e poco lucida.
In avvio di Partita i Casuals prendono un discreto vantaggio (8-2), grazie alle iniziative di Beard. Dopo gli affanni iniziali, gli ospiti prendono le misure in difesa ed iniziano a mettere punti a referto con Frosini e Daniels: in pochi minuti collezionano un parziale di 9-0. Blatt chiama time out e sostituisce tutti i suoi esterni, dai quali non ha avuto nulla di nulla in attacco. Con i nuovi entrati la Benetton si sblocca in parte e chiude il parziale in testa per 18-16, con una tripla allo scadere di Mordente (l’unico canestro di un piccolo…).
In avvio di quarto, coach Bechi schiera i suoi in 2-1-2, con Frosini (o il sostituto di turno) a presidiare il centro area. Sarà di fatto la mossa vincente. La Benetton mostra infatti fin da subito di non digerire questo tipo di zona, che Biella ovviamente si guarderà bene dall’abbandonare. Il quarto è inizialmente punto a punto. Poi, con una tripla di Roller ed un canestro di Daniels (impressionante primo tempo: 14, pregiati, punti), l’Angelico vola a +6 (31-25). Treviso risponde con un contro parziale di 7-0, quando finalmente anche gli altri piccoli, oltre al vivace Mordente, iniziano a produrre punti. Biella, che spadella dall’arco (1/9; sarà appena 2/14 alla fine), ma attacca comunque con intelligenza, non si fa intimorire e chiude il quarto in vantaggio 35-32. La poca vena dei trevigiani, percentuali a parte, è testimoniata dalla voce rimbalzi: il 26-12 per gli ospiti è allarmante.
Tutti si attendono un grande reazione dei padroni di casa, dopo un primo tempo pigro. Treviso in effetti sembra mettere in campo più intensità, ma non basta a far girare la partita. Biella continua a essere in controllo mentale della gara: la sua zona funziona, anche perché la Benetton da fuori non la mette mai, ed il dominio a rimbalzo impedisce agli avversari di correre e trovare canestri rapidi in transizione. Con poco più di 4′ da giocare, Frahm va in lunetta; fa 1/2, segnando così il suo primo (ed unico) punto nel campionato italiano…. Biella allunga sul finire di quarto, che si chiude sul 45-50.
L’ultimo quarto si apre sotto in segno di Cotani, che piazza 5 punti e porta i suoi al massimo vantaggio (55-45). A questo punto è chiaro che la Benetton dovrà provare a girare la gara con armi non convenzionali. Blatt infatti dopo il time out schiera in campo 4 piccoli. Zisis, finora molto in ombra, si carica la squadra sulle spalle (11 dei suoi 12 punti arrivano in questo ultimo periodo) e guida la riscossa: la Benetton ha un parziale favorevole di 10-1 e la partita si riapre. Ma a Biella non basta aver giocato una buonissima partita. Tutt’altro! Un sontuoso semigancio mancino di Daniels riporta i suoi +5 (62-57). Ma è Porta, per tutta la partita più attento a far giocare la squadra che non a guardare il canestro, a mettere i punti più importanti: una tripla con meno di 2′ da giocare ed una sospensione allo scadere dei 24 (che decreta il 68-59) all’ultimo giro di orologio mettono la Benetton in ginocchio; e non c’è più tempo per rialzarsi. 71-61 il finale.
Davvero un brutto inizio di campionato per la Benetton. Non è già tempo di processi, né è il caso di bocciare la campagna acquisti estiva. È certo però che la squadra sembrava essere più avanti nella condizione e nell’organizzazione di gioco. Invece, com’era prevedibile visti i tanti volti nuovi, ci sarà molto da lavorare. Evito di analizzare nei dettagli la partita dei singoli: tutti, chi più chi meno, hanno giocato sotto tono. Colpisce però l’abulia di Richie Frahm, che deve ancora segnare un canestro dal campo… in due partite. Quanto alla gestione dalla panchina, fa storcere il naso pensare che la squadra campione d’Italia vada nel pallone contro un tipo di zona che si vede soprattutto nei campacci dei campionati semi amatoriali, dove le vecchie glorie in sovrappeso non hanno voglia di correre. Certo che, tirando col 35% dal campo (solo 6/28 dall’arco) e prendendo 17 rimbalzi in meno degli avversari (48-31), non si poteva sperare in una sorte diversa…
Capolavoro dell’Angelico, che, se non lo si fosse capito, ha vinto esibendo un dominio abbastanza netto. Bravo coach Bechi a pescare dal cilindro una zona 2-1-2, che complice la scarsa vena dei padroni di casa e l’incredibile superiorità a rimbalzo, ha permesso ai biellesi di controllare la partita, nei ritmi e dal punto di vista mentale. Hanno inoltre colpito il talento di Erik Daniels (20 +11), la sostanza di Frosini (12 +7) e Cotani (8 +7) e l’ottimo mix in regia del duo Porta-Roller (razionale il primo, estroso il secondo). L’era del dopo-Ramagli si apre sotto i migliori auspici.