Sarà lui, all’interno dell’ufficio allenatori, a fare gli onori di casa al nuovo coach Fabrizio Frates, al nuovo assistant coach che va ad affiancarlo Massimiliano Oldoini ed al nuovo preparatore atletico Lorenzo Giannetti. Per Filippo Palumbi, la terza stagione sulla panchina della Serie A biancoblù sponda Fortitudo Bologna ha dunque un sapore da autentico veterano. Eccolo, a pochi giorni dal raduno ufficiale.
“Soprattutto all’inizio cercherò di essere un punto di riferimento per gli altri componenti dello staff tecnico, per far capire loro non soltanto la logistica ma lo spirito della Fortitudo e quello che la gente si aspetta sempre da noi, a prescindere dai risultati sul campo. Insomma, il carattere e la fisionomia stessa dell’Aquila, ben sapendo che un allenatore preparato e di valore come Fabrizio Frates arriverà a Bologna assolutamente preparato a conoscerla. Del resto, la prima impressione che mi ha fatto lavorando con lui telefonicamente, in attesa che ritorni dalla Nazionale, è proprio quella di un tecnico estremamente preciso, preparato, con lo spessore adatto per sedere sulla panchina biancoblù. Insomma, al di là del mio ruolo iniziale da Cicerone, sono certo che lui stesso non avrà alcun problema ad ambientarsi al meglio qui. Terzo anno con la Serie A, dopo due annate fondamentali spese con Repesa e Breveglieri. Si tratta di due personaggi che considero ai primissimi posti nel loro ruolo a livello europeo. Eppure, nonostante il loro spessore mi hanno sempre fatto sentire al loro pari fin dal primo giorno, ci siamo sempre confrontati apertamente e mi sono state date fin dall’inizio delle responsabilità superiori a quelle che avessi avuto in passato. Di questo non potrò che ringraziarli sempre, cercando di portarmi dietro il più possibile dell’esperienza acquisita. Ora, c’è un nuovo ciclo da inaugurare. Le aspettative, secondo me, devono partire essenzialmente dalla necessità di lavorare a fondo. E, soprattutto in tutto il periodo iniziale che ci porterà fino all’avvio del Campionato, capire attraverso il lavoro quale sia l’anima di questa nuova squadra. Non dovremo crearci aspettative troppo elevate, pensando di essere da subito una grande squadra, ma allo stesso tempo non dovremo deprimerci di fronte alle prime difficoltà che potranno sorgere, mandando in campo una squadra in gran parte nuova. Proprio per questo, l’unica cosa da fare è immergerci nel lavoro, soltanto in questo modo capiremo strada facendo dove possiamo arrivare. Eppure, dietro e dentro a questa nuova Fortitudo, si respira un ottimismo silenzioso. Guardando alle scelte di mercato operate dal Presidente Martinelli, non posso che pensare ad una squadra che partirà per essere competitiva non meno di quelle che l’hanno preceduta negli anni scorsi, fatta con alcuni nomi di grande valore ma soprattutto con giocatori dotati di grandissime motivazioni. Poi, come sempre, conterà il lavoro che il gruppo riuscirà a svolgere, ed in questo ci dovrà essere tanto del nostro lavoro: perché non si tratta solo di giocare insieme, ma primancora di trovarsi bene insieme a livello di persone. In attesa del raduno di venerdì prossimo.”
Hai già cominciato a lavorare con il tuo nuovo collega Oldoini, e non solo?
“Io e Max abbiamo cominciato subito a sentirci telefonicamente, e da lunedì lavoriamo fianco a fianco nellufficio allenatori attendendo il giorno del lavoro, sentendoci spesso con coach Frates per programmare al meglio tutta la preparazione, fase per fase, cominciando proprio dal primo periodo che affronteremo senza di lui e senza i giocatori impegnati in Nazionale, ma certamente già con degli obiettivi precisi”.
Quali, appunto?
“Sarà, fin dal primo giorno, una preparazione a tutti gli effetti. Il coach è stato immediatamente chiaro, ed è su questo che io, Max Oldoini ed il preparatore atletico Lorenzo Giannetti imposteremo il lavoro: non si tratterà di un pre-raduno ma di un lavoro approfondito che toccherà tutti gli aspetti, da quello atletico a quello tattico con già particolare attenzione sia all’attacco, sia alla difesa che al gioco di squadra fin da queste prime settimane, proprio perché la squadra dovrà essere pronta per quando Frates ritornerà: e, a quel punto, andare avanti tutti insieme dover cominciare dall’inizio.”
E, dalla precisione di questa prima programmazione di lavoro ed obiettivi, si capisce già a fondo quanto sarà importante il lavoro di Filippo Palumbi.